CARPOCRATE E CARPOCRAZIANI

CARPOCRATE e CARPOCRAZIANI. - Gnostico egiziano. Porta il nome del dio egiziano Arpocrate, in epoca posteriore scritto anche Karpokrates (cf. R. Harder, Karpokrates von Chalkis, in Abhandl. d. Preuss. Akademie [1944], p. 8). Di famiglia alessandrina, insegnava nella prima metà del sec. II (secondo Michele il Siro, Cronaca, ed. Chabot, I [Papiro 1899], verso il 135 [fondazione di Aelia Capitolina]; la sua discepola Marcellina si presenta [V. IRENEO] a Roma sotto Aniceto, dunque verso il 154).
C. parlava di un Dio (Padre) supremo, oltremondano. Angeli, inferiori hanno - insieme con il demonio - creato questo mondo (v. CERINTO; ALESSANDRO; SATURNILO). Le anime, una volta unite con dio nella «rotazione» (Platone, Phaed., 247 B/C), furono incarcerate da queste potenze cosmiche in corpi ed esposte a tutte le sofferenze e non uscirono dal carcere della trasmigrazione delle anime «finché non sarà pagato l'ultimo centesimo» (interpretazione gnostica di Mt. 5, 25, 26). Bisogna dunque «mettersi d'accordo con l'avversario (cioè con il demonio), mentre si procede con lui sulla stessa via» (Mt. 5, 25), commettendo ogni atto di libertinaggio, perché in questo modo si ingannano le potenze cosmiche e si arriva alla liberazione dalle trasmigrazioni, ritornando al dio ultramondano (negazione della risurrezione). Alle anime incorporate è rimasto il ricordo dello stato originale, da C. chiamato con Platone «anamnesi». Un'anima forte vuol dire un'anima che disprezza le potenze creatrici di questo mondo e i loro ordini (legge giudaica e legge morale), e come quella di Gesù riceve l'aiuto di potenze assistenti. Dal punto di vista di principio non c'è differenza fra Gesù e gli altri uomini. Nella loro gnosi superiore alle potenze cosmiche questi gnostici hanno la possibilità di adoperare tutti i mezzi della magia. Il Battesimo è per loro il «battesimo del fuoco» (Mt. 3, 11), amministrato sotto la forma di un tatuaggio alla punta dell'orecchio destro, sede della memoria (v. F. J. Dölger, in Antike und Christentum, I [1929], p. 75), mettendo così in rapporto l'anamnesi gnostico-platonica con il Battesimo cristiano. Conoscevano anche l'agape, che dava loro la possibilità di commettere atti di libidine, giustificati dalla loro teoria comunista, che comprendeva anche il comunismo delle donne.
La notizia trasmessaci dai Padri (Ireneo, I, 26, 4; Epifanio, 27, 6; Agostino, Haer., 7) che i carpocraziani abbiano avuto rappresentazioni di Cristo in forma di quadri o figurine (d'oro e d'argento) che adoravano come le immagini dei filosofi è da mettere in rapporto con l'uso degli antichi di portare con sé, ad es., durante i viaggi, statuette di dèi (cf. Apuleio, Apol., 63; F. J. Dölger, Gottesbildchen als Reiseamulete in Antike und Christentum, 4 [1933-34], p. 67 sgg.; id., Demeter und Dionysos. Figurchen als Glücksanhänger nach einer Mahnpreisig des Apollonius von Tyana, ibid., p. 277 sgg.; A. D. Nock, Journ. Roman Studies, 37 [1947], pp. 112 e n. 4) ed implicò l'idea di una specie di divinizzazione di Gesù, perché la gnosi, la filosofia, rende i saggi immortali (v. Cumont, Recherches sur le symbolisme funéraire des Romains, Parigi 1942, p. 263 sgg).
Figlio di C. era Epifane, istruito dal padre nella filosofia platonica. Morto a 17 anni, il giovane, autore di un'opera sulla giustizia, sarebbe stato venerato come dio a Sama, città principale dell'isola di Cefalonia, probabilmente come filosofo divinizzato. Clemente d'Alessandra cita estratti dal libro di Epifane, in cui questo mantiene la tesi che la giustizia di Dio esige la comunità dei beni. Si tratta di un tentativo di fare propaganda per la gnosi antinomistica di C. sotto la veste di uno pseudo-platonismo.

BIBL.: Fonti: Irenoe, Adu. haer., I, 20 (Harvey); I, 25 (Sicre); Eusebio, Hist. eccl., IV, 7, 9; Clemente Alessandrino, Strom., III, 5-9; Tertulliano, De anima, capp. 23 e 35; Ippolito, Philosoph., VII, 32; Filastro, De haeres., VII, capp. 35; Epifanio, Panor., 27; V. EUGENIO, Hist. eccl., IV, 22, 5; Celso in Origene, Contra Cel., V, 62 (dà un vecchio elenco di eretici); Constitutiones Apostolicae, VI, 10, 3, p. 325, 1 sgg.; Frammenti gnostici, a cura di E. Buonaiuti, Roma 1923, pp. 75-83. Studi: H. Liborion, Die Karpokratianische Gnosis, Lipsia 1938; I. H. Waszink nella sua edizione di Tertulliano, De anima, Amsterdam 1947, pp. 299 sgg., 410 sgg.
Erik Peterson