EUGENIO. - Vescovo di Cartagine, eletto nel 481, dopo 24 anni di sede vacante, per la sua virtù e la sua carità divenne presto l'idolo del popolo « così che non c'era a Cartagine uno che non fosse pronto a dare la sua vita per lui » (Vittore di Vita). Anche i Vandali ariani accorrevano ad udirlo, nonostante le opposizioni dei loro vescovi. Unerico (477-484) sperava di indurre i vescovi cattolici ad accettare l'arianesimo, indisse un'assemblea dei vescovi delle due confessioni a Cartagine per il febbr. del 484, però escludendo la presenza dei vescovi d'oltremare, specialmente quello di Roma.
E. allora presentò una professione di fede, sottoscritta da tutti i vescovi cattolici dell'Africa (CSEL, 7, 46-71). Il fatto fece scoppiare la persecuzione crudelissima contro i cattolici: E. con altri 302 vescovi fu internato nella Mauritania, a Turris Tamalleni. Il custode lo sottopose a crudeli sevizie, così che fu colto da paralisi; ma si salvò. Gutamondo (484-96) lo richiamò e lo lasciò officiare nella
(Ist. Biblioteca Vaticana)
EUGENIO II, PAPA - Calendario, mese di febbr., con l'annunzione dell'ordinazione di E. II - Biblioteca Vaticana, cod. Vat. lat. 625, f. 6 (sec. 18).
sede suburbicana di S. Agileo (487). Sette anni dopo ottenne il richiamo di tutti i vescovi e l'apertura delle chiese cattoliche. Invece Trasamondo (496-523) nel 498 lo relegò ad Albi nell'Aquitania. Secondo il Tillement fu in questa occasione che E. lasciò ai suoi fedeli come testamento l'Epistola ad cives suas pro custodienda fide catholica (MGH, Scriptores rerum Merovingicarum, I, 1, pp. 62-63). Mori in esilio nel 505.