CANONI APOSTOLICI. - All'VIII libro delle Costituzioni apostoliche sono aggiunti 85 c. a. (Didascalia et Constitutiones apostolorum, ed. F. X. Funk, I, Paderborn 1906, cap. 47, p. 564 sgg.). Come dimostra il can. 85 (p. 592, 6 sg.) essi sono stati aggiunti dal compilatore delle Costituzioni apostoliche che si nascondeva sotto il nome di Clemente, chiedendo per la sua opera la segretezza della diffusione come era uso nella letteratura pseudo-clementina. I c. a. ricopiano in parte le decisioni di Antiochia (341) e di Laodicea (fra il 343 e 381). Il can. 85 contiene l'elenco dei libri biblici, fra i quali tre libri dei Maccabei, due epistole di Clemente e le Costituzioni apostoliche in 8 libri. Manca l'Apocalisse. Gli Atti degli Apostoli sono stati messi alla fine dell'elenco, se pur non si intende accennare ad atti apocrifi attribuiti a Clemente. I primi 50 c. a., tradotti da Dionigi il Piccolo (m. ca. il 540) in latino, furono inseriti nella sua grande collezione di canoni ed in tal modo resi noti in Occidente (C. H. Turner, Notes on the «Apost. Constit.», II: The Apost. Canons, in Journal Theol. Stud., 16 [1914-15], p. 523-38).
CANONI APOSTOLICI
BIBL.: F. X. Funk, Die apostolischen Konstitutionen, Rottenburg sul N. 1891, 180-206; E. Schwartz, Über die pseudoapostolischen Kirchenordnungen (Schriften der wissenschaftlichen Gesellschaft in Strassburg, 6), Strasburgo 1910, 2 sgg.; A. Stiewe, Die Canonessammlung des Dionysius Exiguus in der ersten Redaktion (Arbeiten zur Kirchengeschichte, 16), Berlino-Lipsia 1931, 4 sgg. Erik Peterson
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“CANONI APOSTOLICI.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 343. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/canoni-apostolici.