BREVIARIUM (BREVIARIUS). - Significano compendio (come breviculum e breviculus) e già nell'età classica sono spesso adoperate come titolo di libri (Augusto fece redigere un B. imperii ed Eutropio scrisse un B. historiae romanae); ricorrono poi nell'età patristica; cf. il Breviculus collationis cum Donatistis di s. Agostino.
Alcune di queste opere, di incerto autore, sono spesso citate anonime, e sono specialmente: 1) B. fidei adversus da V. Leroquais, Les breviaires manuscrits des bibliothèques publiques de France, Parigi 1911, (av. X)
BREVIARIO - Lettera F con Cristo in gloria. R. di Montéramey (sec. XII) - Parigi, bibl. Nazionale, ms. lat. 796, f. 235.

Arianos (PL 13, 653; 55, 182) forse da identificare con il Libellus adversus Arianos et Macedonianos che Gennadio ascrive a Fausto di Riez (v. Schanz, IV, II, p. 544); 2) B. de Hierosolyma (ed. P. Geyer: CSEL, 39, p. 153 sg.), breve descrizione della città, del sec. VI, pervenutaci in due recensioni; 3) B. in psalmos (PL 26, 821), che corre sotto il nome di s. Girolamo e certo reca molto di geronimiano. L'autore si è servito dei Commentarioli del Santo (concepiti come brevi note integrative dell'Enchiridion di Origene sul Salterio) e di almeno 63 omelie sopra i Salmi. Ambedue le opere sono state rintracciate nei manoscritti da G. Morin e pubblicate in Anecdota Maredolana, III, I, Maredsous 1895; III, II, ivi 1897. V. anche Moricca, II, p. 1328; 4) B. super quattuor evangelistas, uno dei migliori antichi commenti latini sui Vangeli, attribuito per lo più a s. Girolamo (PL 30, 531), ma anche a Valafrido Strabone (PL 114, 861), con i quali non ha però nulla che fare. Con più probabilità si vede in esso il commento ai Vangeli attribuito da s. Girolamo a Fortunaziano di Aquileia (v.). Vedi Moricca, op. cit., p. 590.