BREVIARIUM (BREVIARIUS). - Significano compendio (come breviculum e breviculus) e già nell'età classica sono spesso adoprate come titolo di libri (Augusto fece redigere un B. imperii ed Eutropio scrisse un B. historiae romanae); ricorrono poi nell'età patristica; cf. il Breviculus collationis cum Donatistis di s. Agostino.
Alcune di queste opere, di incerto autore, sono spesso citate anonime, e sono specialmente: 1) B. fidei adversus
Arianos (PL 13, 653; 55, 182) forse da identificare con il Libellus adversus Arianos et Macedonianos che Gennadio ascrive a Fausto di Riez (v. SCHANZ, PAUL, IV, II, p. 544); 2) B. de Hierosolymu (ed. F. Geyer: CSEL, 39, p. 153 sg.), breve descrizione della città, del sec. vi, pervenutaci in due recensioni; 3) B. in psalmos (PL 26, 821), che corre sotto il nome di s. Girolamo e certo reca molto di geronimiano. L'autore si è servito dei Commentariell del Santo (concepiti come brevi note integrative dell'Enchiridion di Origene sul Salterio) e di almeno 63 omelie sopra i Salmi. Ambedue le opere sono state rintracciate nei manoscritti da G. Morin e pubblicate in Anacdota Maredsolana, III, 1, Maredsous 1895; III, in, ivi 1897. V. Moricca, II, p. 1328; 4) B. super quattuor evangelistas, uno dei migliori antichi commenti latini sui Vangeli, attribuito per lo più a s. Girolamo (PL 30, 531), ma anche a Valafrido Strabone (PL 114, 86r), con i quali non ha però nulla che fare. Con più probabilità si vede in esso il commento ai Vangeli attribuito da s. AQUILA (v.). Vedi Moricca, op. cit., p. 590.