BLAKE, WILLIAM

BLAKE, WILLIAM. - Poeta, incisore, pittore inglese, n. a Londra il 28 nov. 1757, m. a Strand il 12 ag. 1827. Nella puerizia risentì del misticismo dello Swedenborg e andò soggetto ad allucinazioni, che dove-

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(Int. Ene. Cutt.)
Btado - Frontespizio del catalogo dei libri proibiti dall'Università di Parigi, Roma, 1549. - Esemplare della biblioteca Vaticana.

BLAKE WILLIAM - BLASS FRIEDRICH

vano in seguito influire sullo strano simbolismo di parte della sua produzione poetica. Dopo due anni di tirocinio nella bottega di un incisore, nel 1778 si iscrisse alla Royal Academy, dove attese al disegno, affascinato dai capolavori dell'arte gotica.

Nel 1783 pubblicò i *Poetical Sketches*, sguardo limpido, anche se stupito, sul creato; nel 1784 aprì una bottega di stampe, per le quali adottò un nuovo metodo di incisione, illustrando le proprie poesie e i capolavori di Cervantes, Dante, Milton, i *Night Thoughts* di Young, il *Sentimental Journey through France and Italy* di Sterne e il *Libro di Giobbe*. Morì quasi povero. Manoscritto e disegni inediti furono bruciati, perché ritenuti opera del demonio. Sconosciuto finché il Rossetti e lo Swinburne non lo riscoprirono nella seconda metà dell'1800, il B. ebbe una potente immaginazione, che gli permise di incarnare in forme umane le idee più astratte e trasformare in simbolo e allegoria le realtà più concrete, secondo la sua idea che «tutto esiste solo nell'immaginazione umana». Come poeta fu disuguale: ora semplice e rude o grandiosamente suggestivo, come nei *Songs of Innocence* (1789) e nei *Songs of Experience* (1794), ora nebuloso ed ermetico, come nei *Prophetic Books*. Così nei disegni la robusta maniera classica ripresa da Michelangelo è contorta in un fosco e violento furore romantico: tipiche le illustrazioni alla *Divina Commedia*. Dal punto di vista religioso, mentre per il suo razionalismo e immorlismo si appartenne agli illuministi e al De Sade (precendendo il satanismo di Baudelaire in *Mariage of Heaven and Hell*), per la sua fede nel preternaturale, sia pure magico e visionario, egli si presenta come una specie di profeta, autoaffermantesi ispirato da Dio e in rapporto con gli angeli e con i santi.

Bibl.: Opere: *Poetical Works*, a cura di J. Sampson, 2a ed. Oxford 1913; *The writings of W. M.*, a cura di G. Keynes, 3 voll. Londra 1925; *The Prophetic Writings of W. B.*, a cura di D. J. Sloss e J. P. R. Wallis, 2 voll., Oxford 1926. Trad.: M. Praz, *Poeti inglesi dell'800*, Firenze 1925, pp. 49-89; E. Dodsworth, *Il matrimonio del cielo e dell'inferno*, Canti dell'Innocenza ed altri poemi, Lanciano s. d.; G. Ungaretti, *Traduzioni*, Roma 1936, pp. 47-61. Studi: A. C. Swinburne, *W. B.*, Londra 1868 (ristamp. 1906); G. Keynes, *A Bibliography of W. B.*, Nuova York 1921; A. Gilchrist, *The Life of W. B.*, Londra 1922; O. Burdett, *W. B.*, ivi 1926; D. Saurat, *B. and Modern thought*, ivi 1929; J. Middleton Murry, *W. B.*, ivi 1933; J. Brown, *A Man without a Mask: W. B.*, ivi 1944. Francesco Meci