BOCCALINI, TRAIANO. - N. a Loreto nel 1556 da Giovanni da Carpi, studiò a Perugia e a Padova; infine si fermò a Roma quale giudice in Campidoglio e maestro privato. Protetto dai cardd. Scipione Borghese e Bonifacio Gaetani, ottenne da Gregorio XIII il governo di Benevento e da Paolo V quello di molti altri paesi, successivamente. Amico del Sarpi, si trasferì a Venezia verso il 1611, vi morì nel dic. 1613, e si sospettò che a quella morte, quasi improvvisa, non fossero estranei gli Spagnoli, che molto temevano l'ingegno polemico del B.
Le lettere furono quasi tutte messe insieme dopo la morte del B. ed edite nella Bilancia politica di tutte le opere di T. B. (Castellana 1678: l'opera, lo stesso anno, fu posta all'Indice). Anche i Commentari di Tacito - nei quali, prendendo spunto dalle più notevoli sentenze di Tacito, il B. giudicò gli atti e le idee dei principi contemporanei - furono posti all'Indice con decr. del 19 sett. 1679. Nei Raggugli del Parnaso (Venezia 1624) egli, con anima di pubblicista, immagina di salire sul Parnaso, dove assistere a una riunione di uomini «virtuosi» di ogni tempo e di ogni nazione, i quali, sotto il governo di Apollo, ragionano di politica, economia, morale, religione, letteratura, arte. Ma il B., che si finge «menante», ossia gazzettierà di questo parlamento, trasporta in Parnaso la società, i costumi e le passioni della vita contemporanea, e se ne fa giudice acuto e non sempre benevolo, sferzando gli ipocriti, i principi avidi di dominio e i riformatori religiosi. Ingegno essenzialmente critico e satirico, scettico e sereno al tempo stesso, il B. con questa operetta manifestò la più grande libertà di giudizio, servendosi solo di allegorie trasparantissime. La Pietra del paragone politico (1a ed. 1614, ma se ne conserva una copia manoscritta del 1607 con dedica al re di Francia) serve al B. per denunziare, nel momento in cui si inizia la lotta tra Spagna e Savoia e si prevede che Venezia si schiererà con Carlo Emanuele I. la cupidigia e la subdola politica degli Spagnoli. In varie edizioni (edizioni ce ne furono molte: quest'opuscolo ebbe grande fortuna per l'acume politico, per l'amor patrio e la satira gustosa) è aggiunto un Discorso scritto da un gentiluomo italiano e cattolico all'Italia, composto fin dal 1591, ma di incerta attribuzione. Molto il B. derivò dalle opere di Cesare Caporali e in certo senso precorse i «saggisti» inglesi; ma il suo umorismo, i suoi concetti e invenzioni, rendono uno dei più significativi scrittori politici.