BEATO di LIÉBANA. - N. a Liébana nelle Asturie, fu maestro e confessore della regina Adosinda, abate benedettino di Valcavado (diocesi di León) e m. il 19 febbr. 798. È onorato sotto il nome di s. Biego in Spagna. Avversò con Eterio, vescovo di Osma, ADOZIANISMO (v.). Le due epistole Contra Elipandum sono edite, con una sua vita, in PL 96, 890-1030.
È noto soprattutto per il Commento all'Apocalisse pubblicato dal Florez nel 1770, in edizione ormai rarissima, e ripubblicato nel 1930 da Henry A. Sanders nel vol. VII dei Papers and monographs of the American Academy in Rome. Questo commento, molto importante per la storia dell'antica esegesi dei latini e per il testo stesso dell'Apoc

Beato di Liébana - Cristo e cavalieri (Apoc. 19, 11-13). Pagina, miniata del ms. di B. (1086) della biblioteca di Burgo de Osma.
alisse.
calisse, differisce dalle solite Catena e di citazioni patristiche, perché i brani sono collegati tra loro così ingegnosamente e così armonicamente da formare un tutto unico senza soluzioni di continuità. B. stesso indica i nomi di nove autori di cui egli si è servito, ma la sostanza del lavoro APRINGIO (v.) di Beja, Ticonio (v.) e di Vittorino Afro (v.). Il lavoro di B. permette così di stabilire, attraverso i brani trascritti, il testo originale del commento di Vittorino e la parte più importante e più preziosa di quello del donatista Ticonio, il cui testo è perduto. L'Apocalisse di B. è poi ancora importante per una carta del globo terracqueo e per i suoi molti codici ricchi di miniature, le quali furono ritenute dal Neus derivate da una unica fonte del sec. v di ambiente africano; esse, invece, rivelano ben chiaramente l'affinità stilistica con l'arte delle regioni dei due versanti dei Pirenei, dei secc. x, xi e XII. Inoltre le architetture si attengono a forme e a tipi arabi, mentre le figure mostrano influenze celtiche e merovinge.
Assai singolare, poi, è la stilizzazione, e perciò la sostanza iconografica, di alcuni personaggi celesti (ad es. gli angeli) che contrasta con il versimo di altre figure. La vivacità del movimento, che ricollega le figurazioni con l'arte carolingia, e specialmente alcune ardite impostazioni prospettiche, conferiscono grande importanza ai codici di B., dal punto di vista della storia dell'arte.