BALUZE, ETIENNE. - Erudito francese, n. a Tulle il 24 nov. 1630, m. a Parigi il 28 giugno 1718. Studiò dapprima diritto civile senza passione e senza successo per compiacere a suo padre; ma poi trovò la sua vocazione di canonista e di storico ecclesiastico, quando divenne, nel 1656, segretario e collaboratore dell'arcivescovo di Parigi, Pietro di Marca (m. nel 1662). Nel 1667 Colbert gli affidò la direzione della sua biblioteca, e nel 1689 Luigi XIV lo nominò professore di diritto canonico al Collegio di Francia. Nel 1710, per avere pubblicato una Histoire généalogique de la Maison d'Auvergne (Parigi 1708) che offendeva l'amor proprio del sovrano, dovette abbandonare Parigi e fu autorizzato a rientrarvi solo nel 1713. Fin da giovane ricevette la tonsura: il che gli permise di avere parecchi benefici ecclesiastici. Il B. fu un lavoratore accanito, erudito incomparabile, appassionato per il vero al punto da compromettere i suoi interessi personali per difenderlo, un buontemeone di carattere umoristico, amico fedele e delicato. Il contatto con Pietro di Marca l'aveva imbevuto di pregiudizi gallicani, che trasparivano troppo spesso nei suoi scritti e gli attirarono più d'una volta le censure romane. Egli avrebbe voluto ricondurre la corte romana all'osservanza degli antichi canoni senza tener conto dell'evoluzione storica e dell'esercizio del primato.
Oltre alle opere di S. Cipriano, di Mario Mercatore, di Salviano di Marsiglia, di Servato Lupo, dei vescovi lio-
