AUSSENZIO vescovo di DUROSTORO. - Vissuto nella Moesia Secunda (Silistria, in Bulgaria), nel sec. IV, discepolo di Ulfila, l'apostolo dei Gori, del quale raccontò la vita e riferì la professione di fede (Epist. Auxentii Durostorensis, in Dissertatio Maximi contra Ambrosium, ed. F. Kauffmann, Aus der Schule des Wulfila, [*Texte und Untersuchungen, 1], Strasburgo 1899). Pare certo si debba identificare con il Mercurino, di cui parla s. Ambrogio (Sermo contra Auxentium*, c. 22: PL 16, 1056). Professava, come il maestro, la formola ariana di Rimini-Costantinopoli del 360 e il più rigido subordinazionismo. Esiliato da Teodosio (383), venne a Milano alla corte dell'ariana Giustina, madre di Valentiniano II. Diresse dal 384 al 387 la piccola comunità ariana di quella città, rimasta senza capo dopo la morte del primo A. Non riuscì a strappare ad Ambrogio le basiliche Porziana e Nova (386). Invece ottenne un editto di libertà per i seguaci della formola di Rimini (386). Propose ad Ambrogio una discussione pubblica, giudici due pagani: ma la strana proposta fu respinta. In seguito non si parla più di lui.
AUSSENZIO VESCOVO DI DUROSTORO
BIBL.: F. Savio, Gli antichi vescovi d'Italia. La Lombardia, I: Milano, Firenze 1913, p. 134; J. Zeiller, s. V. in DHG, V, coll. 936-38; J.-R. Palanque, in Storia della Chiesa, dir. da A. Fliche e V. Martin, trad. ital. A. P. Frutaz, III, Torino 1940, pp. 515-17. Ireneo Daniele
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“AUSSENZIO VESCOVO DI DUROSTORO.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 264. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/aussenzio-vescovo-di-durostoro.