BĀLAJ. - Classico innografo siro, dimorante probabilmente fra l'Eufrate e Aleppo, verso la metà del sec. v, autore di 5 inni o madrāsē in onore del vescovo Acacio di Berea (m. nel 432) e di un altro per la consacrazione della nuova chiesa di Qennešrīn o Aleppo (ed. J. Overbeck, S. Ephraemi Syri... opera selecta, Oxford 1865, pp. 259-69, 251-58; vers. tedesca in Bibliothek der Kirchenväter, 2ª ed., 6ª serie, pp. 71-89, 63-75). Molto probabilmente sono: - che di B., benché delle volte vadano sotto il nome di s. Efrem, 12 canti a Giuseppe, il figlio di Giacobbe, fra le composizioni più belle della poesia

(fot Alinari)
B. ha adoperato il metro pentasillabico; ciò che non autorizza però a concludere, come hanno fatto diversi copisti, specialmente quando si tratta di libri liturgici, che gli inni pentasillabici antichi siano sempre di lui. Altre volte gli stessi inni portano il nome di s. Efrem, il che rende dubbia la loro provenienza.
Negli inni autentici vi sono pregevoli testimonianze sulla mariologia e sul primato di s. Pietro.