BARSAWMA

BARSAWMA. - Archimandrita eutichiano, n. nei pressi di Samosata, m. nel 1858.

Diventato fanatico seguace di Eutiche, Teodosio II lo incaricò di rappresentare nel conciliabolo di Efeso (449) tutti gli archimandriti, e a Dioscoro di Ales-sandria e Giovenale di Gerusalemme di accoglierlo nel medesimo (Mansi, VI, 549). B. vi intervenne (ibid., 727) e mise in scompiglio tutta l'adunanza facendo irrompere nel conciliabolo militi armati, turbe di popolo e mille monaci per strappare la condanna di Flaviano di Costantinopoli che, malmenato, morì tre giorni dopo. Il Concilio di Calcedonia (451) diede a lui ed ai suoi seguaci un termine perentorio di 30 giorni per sottoscrivere la condanna di Eutiche. Condannato morì in esilio nel 458. La sua vita scritta in siriaco dal discepolo Samuele è inedita. Dai mono-fisiti B. è considerato santo e festeggiato il 10 o il 3 febbr.

BIBL.: G. S. Assemani, Bibl. Orient., II, Roma 1721, pp. 1-10, ove per esteso si citano i documenti; F. Nau, Barsumas, in DThC, II, 1, col. 434. Pietro Sfair