BARŞAWMA di NISIBI. - Vescovo nestoriano, m. tra il 492 e il 495. Fu discepolo di Hibás nella scuola di Edessa. Espulso con gli altri condiscepoli persiani, che come lui avevano aderito alla dottrina nestoriana, divenne vescovo di Nisibi e riuscì a cattivarsi la fiducia del re Peroz (457-84). Quindi convocò il Sinodo di Bět Lāfat (484) che propugnò il nestorianismo, decretò il matrimonio dei preti e soprattutto dichiarò decaduta l'autorità del katholikós sui vescovi. Il katholikós Bābaj riunì i vescovi a lui fedeli e scomunicò B. Intercettata una lettera di Bābaj, lo stesso B. lo accusò a Peroz che lo mise a morte. Gli successe Acacio, al quale B. si ravvicinò. Anzi nel Sinodo di Bět 'Adraj (485) B. gli si sottomise, ma non gli fu fedele fino all'ultimo. Valendosi della fiducia di Peroz perseguitò crudelmente i monofisiti. Secondo Bar Ebreo ne fece uccidere 7.700 e molti preti, ma secondo i moderni questo numero è esagerato. 'Abdīsō' (Ebediesu) in G. S. Assemani (Bibl. Orient., III, Roma 1725, p. 66) gli attribuisce inni, sermoni, omelie e lettere. Cinque di queste ultime sono in Syoudicon orient., ed. J. B. Chabot (Parigi 1902), pp. 531-39, e negli Actes Xe Cong. Orientalistes, parte 2a, pp. 83-101.
BARŞAWMA DI NISIBI
Bibl.: Barhebraeus, Chron. eccl., ed. J. B. Abbeloos et Th. J. Lamy, Lovanio 1872, pp. 63-78; J. Labourt, Le christianisme dans l'empire perse, Parigi 1904, pp. 131-52. Pietro Sfair