BARSANUFIO E GIOVANNI, ASCETI

BARSANUFIO e GIOVANNI, asceti. - B. detto anche Barsanupio o Barsanorio, ma da non barsaniani (v.), fu un santo monaco vissuto tra il v e il vi sec., che morì intorno l'anno 540. Oriundo dall'Egitto, venne a stabilirsi presso Gaza di Palestina, ove condusse vita penitente con altri celebri monaci, tra cui Giovanni «il profeta», che più da vicino ne seguì le orme. Le sue opere, unitamente a quelle del nominato discepolo Giovanni, furono edite da Nicodemo l'Agio-rita, e stampate a Venezia nel 1816. Non meno di 369 sono le lettere conservate di B. e 446 quelle di Giovanni.

B. è venerato l'11 apr. in Oria (Brindisi) ove furono trasportate le sue reliquie verso l'850; il 6 febbr. tra gli Orientali.

Più scarse ancora sono le notizie biografiche relative a G. TOU Σεφίδου dal nome del mona-stero in cui viveva, ma detto pure ό άλλος γέφυρ per distinguerlo dal maestro B., appellato ό μέγας γέφυρ. G., assieme ad altri, ebbe come discepolo Doroteo e sembra che sia morto ca. l'anno 530.

Però né B. né G., sebbene asceti e illustri guide di vita spirituale, furono sacerdoti.

BIBL.: Acta SS. Aprilis, II, Parigi 1863, pp. 22-27 e 957; R. Janin, s. V. in DHG, VI, coll. 945-46; S. Vailhé, Les lettres spirituales de J. et de B., in Echos d'Orient, 7 (1904), pp. 263-276; id., St. B., ibid., 8 (1905), pp. 14-25; id., J. le prophète et Sériés, ibid., pp. 154-60; O. Bardenhewer, Geschichte der altkirch. Lit., V, Friburgo in Br. 1932, pp. 67-69. Alberto Galieti