AUSONIO. - Decimo Magno Ausonio, n. a Bordeaux ca. il 310, dopo un'accurata formazione letteraria, insegnò in patria per trent'anni, prima grammatica e poi retorica. Ebbe fra i discepoli s. Paolino
di Nola. Fra il 364 e il 368 l'imperatore Valentiniano gli affidò l'educazione del figlio Graziano; fu comes e quaestor sacri palatii, poi, sotto Graziano, prefetto delle Gallie e in seguito dell'Italia, Illiria e Africa, insieme col figlio Esperio, ed ebbe il consolato nel 379. Ucciso Graziano nel 383, A. ritornò a Bordeaux, dove continuò la sua attività poetica. Morì dopo il 393.
L'opera letteraria di A. consta generalmente di brevi composizioni, nella massima parte in versi, raccolte in gruppi, di cui ricordiamo: un centinaio di Epigrammata, alcuni in greco; 25 Epistulae, tutte in versi salvo una; Ephemeris, che in componimenti di metro vario accompagna un giovane nelle diverse occupazioni della giornata; Parentalia, raccolta di epigrammi sui parenti del poeta; Commemoratio professorum Burdigaleusium, medaglioni di notevole interesse storico; Cento nuptialis, epitalamio cucito insieme tutto con versi ed emistichi virgiliani; Gratiarum actio dicta domino Gratiano Augusto per il consolato, in prosa; Oratio consulis Ausonii versibus rhopalicis (versi che cominciano con un monosillabo e continuano con parole di 2, 3, 4, 5 sillabe). L'opera principale è il poemetto Masella, in lode del fiume che bagna Treviri, allora residenza imperiale, in cui A. sfoggia abilità descrittiva.
A. è un versificatore esperto dei più sottili artifici formali, ma vuoto d'ogni idealità religiosa, morale, politica. Le sue composizioni, quando non sono destinate alla scuola come aiuto mnemonico, sono esercitazioni d'un retore, che non rifugge, particolarmente nel Cento nuptialis, da compisciute oscenità. A. fu cristiano; si congettura che sia divenuto tale in età avanzata, non risultando che abbia interrotto l'insegnamento sotto Giuliano (361-63), che allontanò dalla scuola i maestri cristiani. Ma in lui, rara

(da Durrenberg e Saglia, Urtiana, des antiquités grecques et romaines)