AUSONIO. - Decimo Magno Ausonio, n. a Bors-deaux ca. il 310, dopo un'accurata formazione letteraria, insegnò in patria per trent'anni, prima grammatica e poi retorica. Ebbe fra i discepoli s. Paolino

della bolla fu bruciato in Francia il ro febbr. 1302, dopo la lettura di essa. Fu sostituita dalla falsificazione "Deum time", redatta dal guardasig
di Nola. Fra il 364 e il 368 l'imperatore Valentiniano gli affidò l'educazione del figlio Graziano; fu comes e quaestor sacri palatii, poi, sotto Graziano, prefetto delle Gallie e in seguito dell'Italia, Illiria e Africa, insieme col figlio Esperio, ed ebbe il consolato nel 379. Ucciso Graziano nel 383, A. ritornò a Bordeaux, dove continuò la sua attività poetica. Morì dopo il 393.
L'opera letteraria di A. consta generalmente di brevi composizioni, nella massima parte in versi, raccolte in gruppi, di cui ricordiamo: un centinaio di Epigrammata, alcuni in greco; 25 Epistulae, tutte in versi salvo una; Ephemeris, che in componimenti di metro vario accompagna un giovane nelle diverse occupazioni della giornata; Parentalia, raccolta di epigrammi sui parenti del poeta; Commemoratio professorum Burdigalensium, medaglioni di notevole interesse storico; Cento nuptialis, epitalamio cucito insieme tutto con versi ed emischi virgiliani; Gratiarum actio dicta domino Gratiano Augusto per il consolato, in prosa; Oratio consulis Ausonii versibus rhopalicis (versi che cominciano con un monosillabo e continuano con parole di 2, 3, 4, 5 sillabe). L'opera principale è il poemetto Mosella, in lode del fiume che bagna Treviri, allora resistenza imperiale, in cui A. sfoggia abilità descrittiva.
A. è un versificatore esperto dei più sottili artifici formali, ma vuoto d'ogni idealità religiosa, morale, politica. Le sue composizioni, quando non sono destinate alla scuola come aiuto mnemonico, sono esercitazioni d'un retore, che non rifugge, particolarmente nel Cento nuptialis, da compiacute oscenità. A. fu cristiano; si congettura che sia divenuto tale in età avanzata, non risultando che abbia interrotto l'insegnamento sotto Giuliano (361-63), che allontanò dalla scuola i maestri cristiani. Ma in lui, rara
AUSP

Amblatoi. Santi-Esterno dal santuario dei 14 SS. A.(1743-71). Disegno di R. Neumann - Vierzehobeligen (Vürzburg).

Auspicio - Gabbia con i polli sacri adoperati per gli a.
ICIO - Gabbia con i polli sacri adoperati per gli a.
occuzione fra gli scrittori cristiani di quei tempi, la fede lasciò debolissime tracce: l'Oratio mattutina, in 85 esametri, inserita nell'Ephemeris, imitazione di Paolino di Nola, Carne, 4; i 31 esametri dei Versus paschales, che fan parte degli epigrammi; passi della Gratiarum actio e dell'Oratio in versi ropali, e pochi altri accenni e spunti. Le lettere scritte a Paolino per indurlo ad abbandonare la vita ascetica, che sono fra le sue cose più sincere, dimostrano l'incapacità del retore ottantenne a comprendere l'ideale che aveva conquistato il discepolo.