BEATON. - Tre sono i principali personaggi scozzesi di questo nome: 1) James, arcivescovo di Glasgow, zio di 2) David, cardinale e arcivescovo di St.-Andrews, il quale fu zio di 3) James, anch'egli arcivescovo di Glasgow.
1. James
N. nel 1473 e m. nel 1539. Studiò nella Università di St. Andrews, dove ricevette il titolo di «magister artium» nel 1493. Eletto vescovo di Galloway nel 1508, prima ancora di essere consacrato, fu elevato all'arcivescovo di Glasgow nel 1509. Durante la minoranza del re Giacomo V (1513-42) fu uno dei consiglieri della reggenza, e nelle lotte fra i due reggenti Angus e Arran, il B. favorì quest'ultimo del quale era congiunto. Nel 1523 fu trasferito alla sede primaziale di St.-Andrews e si mostrò avversario dalla politica inglese, opponendosi alle mene di Enrico VIII, che voleva dominare la Scozia, intervenendo nel matrimonio del giovane re con la figlia del re di Francia, e, morta questa, con Maria di Guisa, contro il matrimonio della figlia del re d'Inghilterra, Maria Tudor.Poco dopo il matrimonio ottenne che suo nipote, il card. David B. fosse nominato suo coadiutore con diritto di successione. Fu grande benefattore prima della sua diocesi di Glasgow e dopo dell'Università di St.-Andrews, nella quale istituì un nuovo collegio (St.-Mary's) per lo studio della teologia, del diritto civile e canonico, della medicina, ecc. Per mandato del papa Clemente VII e con l'appoggio del re procedette con energia contro i protestanti, sforzandosi, quanto poté, di evitare i grandi guai che dall'eresia provennero alla Scozia.
2. David
N. nel 1494, m. nel 1546. Fu figlio di Giovanni B. di Balfour, fratello di Giacomo B., arcivescovo di Glasgow. Dopo aver fatto i suoi primi studi a St.-Andrews, si trasferì a Glasgow presso suo zio Giacomo.(di

mo, recandosi poscia a Parigi per continuarli. Nel 1519 il re di Scozia
W. Neuss, Die Apokalypse des hl. Johannes, Monaco 1931, tr. 83)
Beato di Liébana - I Cinque Angeli, ricordati nel cap. 7, 1-4
dell'Apoc. Pagina miniata del mss. di B. (fine sec. XII) della John Rylands Library, Manchester.
mo, recandosi poscia a Parigi per continuarli. Nel 1519 il re di Scozia Giacomo V lo elesse suo ambasciatore presso la corte di Francia. Ritornato nella Scozia nel 1525, fu uno dei membri del Parlamento; ma nel 1533 dovette ritornare in Francia, mandatosi dal re e da suo zio per negoziare l'alleanza con quella nazionale ed il matrimonio del giovane re con Maddalena, figlia di Francesco I re di Francia, che poi accompagnò in Scozia. Morta la regina nel 1537, poco dopo il matrimonio, egli ritornò in Francia per procurare il matrimonio del vedovo re con Maria di Guisa e in questa occasione gli fu concesso il vescovato di Mirepoix dal re Francesco I. Creato cardinale nel 1538 con il titolo di S. Stefano al Celio, ritornò in Scozia, ove fu nominato coadiutore o ausiliare dell'arcivescovo suo zio, a cui nel 1539 successe nella sede primaziale. Frattanto lo scismatico Enrico VIII d'Inghilterra si sforzava di separare anche Giacomo V dalla S. Sede.
In questo grave pericolo il re fu aiutato efficacemente dal cardinale. Scoppiata la guerra con gli Inglesi, nel 1542, dopo la sconfitta di Solway Moss, il re morì di crepacuore, lasciando una figlia, Maria Stuart, da poco nata, sotto la reggenza del B. e di altri nobili scozzesi. I nobili venduti ad Enrico VIII e protestantizzanti, non vollero riconoscerlo come reggente e lo imprigionarono. L'atteggiamento protestante di costoro e la loro condotta anticattolica uratono i sentimenti del popolo scozzese, allora cattolico, in maniera che per evitare turbolenze, si dovette rilasciarlo libero. Con grande energia il B. provvide subito all'indipendenza della patria e alla difesa della religione. Nominato legato a latere dal papa Paolo III, nel 1544 procedette con maggiore energia e fece condannare a morte, fra altri, il predicatore protestante Giorgio Wishart, reo di avere
ordito un complotto per assassinarlo (1546). Due mesi dopo egli stesso era ucciso dai partigiani del Wishart, stipendiati dall'Inghilterra. Il card. B. non fu esente da difetti, ma fu un grande e vero amante della religione e della sua patria e fece quanto poté per impedire la valanga pro-testante, causa di tante rovine della Scozia.
3. JAMES
N. nel 1517, m. nel 1603 a Parigi, mentre il re Giacomo andava a Londra per cinque la corona d'Inghilterra. Figlio di un fratello del card. B. Dopo i suoi studi e all'età di appena 34 anni fu eletto arcivescovo di Glasgow (1551). Non essendo ancora sacerdote, ricevette l'ordinazione sacerdotale e la consacrazione episcopale a Roma nel 1552. Ritornato in patria, durante la reggenza di Maria di Guisa, la aiutò contro i nobili scozzesi protestanti, i quali, arricchitisi con beni ecclesiastici rubati, vedevano nella pseudoriforma l'unico mezzo per poterti godere in pace. Morta la reggente nel 1560, il B. si ritirò a Parigi, portando seco molti documenti che lasciò poi al collegio scozzese di questa città, e, in gran parte, andarono disgraziatamente di sapersi o perduti durante la Rivoluzione Francese. La regina Maria Stuart lo nominò suo ambasciatore presso la corte di Francia. Fu anche suo consigliere ed amico sincero durante tutta la vita, rimproverandola anche dei suoi sbagli, e rimanendole fedele anche dopo la di lei forzata abdicazione nel 1567. Nel 1574 il consiglio privato scozzese lo dichiarò ribelle e fuori legge, ma il re Giacomo VI di Scozia e il d'Inghilterra gli mantenne la sua fiducia e lo elesse suo ambasciatore presso la corte di Francia nel 1586.La sua amicizia con la famiglia Guisa lo unì alla lega contro Enrico IV e quando la lega si sciolse, fu in pericolo di essere cacciato dalla Francia, ma lo stesso Enrico IV si oppose. La sua condotta fu così nobile durante tutte queste vicende, che, nel 1598, cioè quasi 40 anni dopo la soppressione della religione cattolica in Scozia, il Parlamento scozzese gli restituì i suoi beni con tutti gli onori e dignità che aveva avuto, e benché non avesse mai riconosciuta la religione nuova del regno.