BOCCACCINO, BOCCACCINO

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BOCCACCINO, Boccaccino. - Pittore, n. a Ferrara nel 1467 ca., m. a Cremona nel 1524 o 1525. Comprì la prima educazione artistica in patria sugli esempi di Ercole Grandi e Ercole de' Roberti, poi, a Venezia, segui Alvise Vivarini e Cima da Conegliano; derivò elementi dal Costa, dal Foppa e dal Bramantino, e subì l'influsso di motivi dureriani.

L'opera maggiore del B. è costituita dagli affreschi del duomo di Cremona (1506: Cristo e santi, nell'abside; 1515-19: Storie della Vergine, nella navata sinistra) in cui, soprattutto nella tipologia dei personaggi, è evidente un superficiale intervento del Perugino. Tra le altre pitture del B. sono lo Spasilizio di s. Caterina (condotto sotto l'influsso di Cima) significativo per l'equilibrio della composizione e per lo splendore del colore; gli affreschi della cattedrale di Ferrara, dove il B. lavorò con L. Costa e col Grimaldi (1498-99); la Zingarella agli Uffizi. Benché poco originale, la personalità del B. influenzò notevolmente la contemporanea pittura cremonese. Allievo del B. fu il figlio CAMILLO (m. nel 1546) che nella stessa Cremona dipinse nel Duomo, imitando il Pordenone, e nell'abside del S. Sigismondo.

BIBL.: F. Malaguzzi Valeri, s. V. in Thieme-Becker, IV, pp. 149-50 (con bibl.); A. Venturi, Storia dell'Arte, VIII, in Milano 1914, pp. 723-28; VIII, 1v, 1915, pp. 594-95. Su pitture particolari cfr.: A. Venturi, Un capolavoro del B. in Roma, in L'Arte, 28 (1925), pp. 128-30; G. Gronau, Unveröffentlichte Bilder des B. B., in Belvedere, 8 (1929), pp. 250-55; G. A. Dell'Acqua, Visto da vicino: gli affreschi cremonesi del B., in

Emporium, 86 (1937), pp. 631-42. Per l'elenco delle opere cfr.: B. Berenson, Pitture italiane del Rinascimento, Firenze 1936, pp. 75-76. Elsa Gerlini