BONIFACIO I, PAPA, santo. - Non erano ancora terminati i funerali di papa Zosimo, che l'arcidiacono Eulalio, desideroso di succedergli, ritornava nella basilica del Laterano con alcuni preti e diaconi suoi partigiani. Occupata la chiesa, egli fu eletto papa. Ma gli altri preti, ca. settanta, con la parte della popolazione contraria a Eulalio, si radunarono il giorno dopo nella chiesa di Teodora ed clessero B., dotto e prudente prete romano. La domenica seguente (29 dic. 418) Eulalio fu consacrato nella basilica Lateranense e B. nella chiesa di S. Marcello. Però il prefetto di Roma, Simmaco, che aveva mandato alla corte di Ravenna una relazione degli avvenimenti piuttosto favorevole a Eulalio, ricevette l'ordine dell'imperatore Onorio di allontanare B. dalla città. La questione però non era finita: B. aveva a Ravenna potenti protezioni e la stessa Galla Pia-cidia era a lui favorevole. Il governo, meglio informato, dovette chiamare i due partiti e sottoporre la controversia all'esame di alcuni vescovi. Poiché nulla si concluse, l'imperatore decise di convocare a Spoleto, per il 13 giugno, un concilio al quale erano pure invitati i vescovi della Gallia e dell'Africa; nel frattempo i due competitori dovevano essere allontanati da Roma: se avessero tentato di rientrarvi, la loro elezione sarebbe stata annullata. Ma Eulalio, avendo saputo che la corte aveva scelto il vescovo di Spoleto, Achille, per celebrare a Roma le imminenti feste pasquali, ricomparve in città il 18 marzo, sicché quando arrivò Achille trovò il posto già occupato. I giorni precedenti la Pasqua trascorsero assai agitati per le discussioni accanite e le sommosse, sino a quando da Ravenna non giunse l'ordine di cacciare Eulalio. Il prefetto Simmaco dovette però adoperare la forza, ed occupata la basilica del Laterano, dove il ribelle si era rinchiuso, ne fece la consegna al ve-scovo di Spoleto che poté così celebrarvi le funzioni. L'atteggiamento di Eulalio, ormai condotto fuori di Roma sotto buona custodia, aveva risolto la questione. B. venne riconosciuto come legittimo Papa ed i vescovi furono avvisati che l'indetto concilio era ormai inutile.
Il nuovo Pontefice ottenne dall'imperatore Onorio un editto che obbligava i vescovi a sottoscrivere la condanna di Pelagio e di Celestio, e per suo invito s. Agostino scrisse l'opera Contra duas epistolas Pelagianorum. Egli attese con sollecitudine all'organizzazione gerarchica della Chiesa intervenendo in Gallia a favore del metropolita Ilario di Narbona contro Patroclo di Arles, che era stato favorito da papa Zosimo, e nell'Illirico dove l'imperatore Teodosio II, nel luglio del 421, con un rescritto aveva trasferito la giurisdizione dal vescovo di Tessalonica, vicario del Papa, al patriarca di Costantinopoli. Con l'aiuto dell'imperatore Onorio, B. ottenne la revoca dell'ingiusto decreto. Dall'Africa, dove intanto si era discussa la questione di Apriano, egli ricevette una lettera un po' risentita inviatagli dal Concilio, radunatosi a Cartagine nel maggio del 419, per informarlo delle decisioni prese. Secondo il Liber Pontificalis, B. proibì alle donne di lavare e toccare i sacri lini, ai chierici di mettersi al servizio di aziende, e ordinò che in chiesa solo i sacerdoti dovessero mettere l'incenso nel turibolo.
Egli morì il 4 sett. 422 e fu sepolto sulla via Salaria presso S. Felicita: la Chiesa lo onora come santo e ne celebra la festa il 25 ott.