BORGIA, LUCREZIA

BORGIA, LUCREZIA. - Figlia del card. Roderico e di Vannozza, n. il 18 apr. 1480. A 11 anni fu promessa sposa al valenzano Cherubino Giovanni Centelles e successivamente a Gaspare di Procida conte di Aversa; poi per opera del card. Ascanio Sforza contrasse vero matrimonio il 13 giugno 1493 con Giovanni Sforza, signore di Pesaro che stava al servizio del Papa come condottiero. Mire politiche indussero Alessandro ad annullare questo matrimonio come rato e non consumato il 20 dic. 1497 per concludere quello con Alfonso di Bisceglie, figlio naturale di Alfonso II re di Napoli, matrimonio che fu celebrato senza eccessiva pompa il 15 luglio 1498; da lui Lucrezia ebbe un figlio, chiamato Roderico. Ma il mutarsi dei rapporti politici provocò un odio feroce di Cesare Borgia contro Alfonso, tanto che lo fece assalire proditoriamente in piazza S. Pietro il 15 luglio 1500 e poi uccidere il 18 ag. Cesare non negò di avere avuto parte in questo delitto. Finalmente con l'intervento di Luigi XII re di Francia fu concluso il matrimonio di Lucrezia con Alfonso, figlio d'Ercole duca di Ferrara, il 10 sett. 1501; il 30 dic. furono celebrate con grande sfarzo le nozze per procura alla presenza del card. Ippolito fratello di Alfonso, ed il 6 genn. Lucrezia lasciò Roma con grande accompagnamento. La sua vita alla corte papale era stata delle più brillanti; il Papa le aveva affidata la custodia del palazzo papale durante le sue assenze, l'aveva condotta anche seco nei suoi viaggi, le aveva affidato il governo di Foligno, Spoleto, Nepi; finalmente le aveva assegnato una dote principesca in possessi, gioie, corredo. Non si può dire che sia rimasta insensibile attraverso le vicende dei suoi primi venti anni, ma seppe consolarsi presto delle tragedie di cui era stata partecipe. Non sfuggì alle calunnie lanciate contro i suoi; ma non fu in quegli anni né una megera complice o macchinatrice di delitti, né una povera vittima di prepotenze altrui; non fu probabilmente che una giovane donna vana e disordinata in una corte fastosa e priva di scrupoli. A Ferrara seppe condursi con dignità e sostenere con decoro il prestigio di duchessa che incominciò per lei nel 1505, corteggiata sempre dai maggiori personaggi che frequentarono la corte estense in quegli anni. Ebbe per

figli Ercole II, Ippolito, secondo cardinale di questo nome che prese tanta parte nella politica francoestense, Alessandro, Francesco, Eleonora. Dal 1512, forse in grazia degli eventi tragici di quegli anni, attese ad una vita più ritirata e dedita alle pratiche religiose, sinché morì a 39 anni, in seguito ad un aborto, il 24 giugno 1519 a Belriguardo, e fu sepolta nel monastero ferrarese del Corpus Domini.

BIBL.: Pastor, III, passim; F. Gregorovius, L. B. (trad. Mariano). Firenze 1874; A. Lucio, Isabella d'Este e i Borgia, Milano 1915; M. Catalano, L. B., Ferrara s. d.; M. Bellonci, L. B., la sua vita e i suoi tempi, Milano 1940; P. Paschini, Roma nel Rinascimento, Bologna 1940, p. 320 sgg. Pio Paschini
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“BORGIA, LUCREZIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 1100. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/borgia-lucrezia.