BORRHAUS (BORRHAIC), MARTIN

BORRHAUS (BORRHAIC), MARTIN. - Umanista e teologo protestante, conosciuto anche sotto il nome di Cellarius M., n. a Suttgard nel 1499, m. a Basilea nel 1564. Studiò prima a Tubinga dove ebbe occasione di conoscere Melantone, dopo si dedicò alle lingue ed alla filosofia a Heidelberg ed ottenne il titolo di maestro di filosofia.

Mentre insegnava a Wittenberg, ufficio procuratogli dallo stesso Melantone, arrivò a questa città Marco Stubner, celebre anabattista, che lo attrasse alla sua dottrina. Ma né questa né le novità che vollero introdurre nel culto, piacquero a Lutero e Melantone, e così tanto il B. quanto lo Stubner dovettero abbandonare la città. Nel 1525 il B. propagò le dottrine anabattiste in Prussia; ma deluso e scoraggiato l'abbandonò, e nel 1536 accettò una scuola di greco e di latino a Basilea. Conosciuta poi la sua perizia gli fu offerta nella stessa città la cattedra di Vecchio Testamento (1540). Durante questo tempo scrisse, oltre qualche opera su Aristotele, i commentari sul Pentateuco, Giosuè, Giudici, Libri dei Re, su alcuni profeti, sull'Ecclesiastate di Salomone, su Giobbe e sull'Apocalisse, e poco prima di morire sui Proverbi.

BIBL.: V. L. Seckendorf, Commentarius historiens et apologeticus de Lutheranismo, Lipsis 1694, p. 193; M. Adamus, Dignorum laude virorum... immortalitas, Francoforte 1706, p. 191; B. Pictet, Borrhaic, in La théologie chrétienne, III, Ginevra 1721, p. 115.
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“BORRHAUS (BORRHAIC), MARTIN.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 1108. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/borrhaus-borrhaic-martin.