BOURIGNON DE LA PORTE, ANTOINETTE. - Visionaria, n. il 13 genn. 1616 a Lilla (Francia), m. il 30 ott. 1680. Di temperamento irrequieto, eccentrico, fantastico, s'immaginò fin da giovane di avere visioni ed estasi. Rifiutati vari matrimoni, fuggì ventenne dalla casa paterna e cominciò la sua vita errante, credendosi chiamata a risuscitare lo spirito della semplicità e purezza primitiva del Vangelo, e cercando a tale scopo di riunire seguaci. Tornata a Lilla per la morte del padre (1648) e vinta la causa per l'eredità contro la matrigna, accettò, nel 1653, su proposta di Jean de St-Saulieu, la direzione di un orfanotrofio femminile. Iniziatasi con gravi sospetti una inchiesta dalle autorità, fuggì a Gand (1662), poi a Malines (1663) ove trovò un seguace fedele in Cristiano de Cort. Nei colloqui con lui, pubblicati più tardi col titolo La lumière du monde (Oeuvres, VI e VII), essa si dichiara la donna dell'Apocalisse che deve partorire nel dolore figli spirituali; invece contro la Chiesa cattolica in cui regna l'anticristo, rigetta il Battesimo dei bambini e falsifica il dogma della S.ma Trinità. Dopo un soggiorno a Amsterdam (1667) e a Haarlem (1670), riuscì nel 1672 a impiantare una propria tipografia a Husum (Schleswig) per i suoi scritti di propaganda, ma venne presto coinvolta in acerbe polemiche ed accusata di eresia e stregoneria. Il predicatore G. H. Burchhardt in un suo scritto contro di lei: Christliche gründliche Anmerkungen über die groben Irrtümer der A. B. (Schleswig marzo 1674), spinse l'autorità ad intervenire. La tipografia fu confiscata e i suoi scritti bruciati dal boia (apr. 1674).
La troviamo poi a Flensburg, ove l'aggredì M. Wolfgang Ouw con l'Apocalypse Haeresea (Amburgo 1675), a Schleswig (1675) e ad Amburgo (1676) ove si nascose per 15 mesi. Ivi la raggiunse il mistico calvinista Pietro Poiret, che non l'abbandonò più. Scoperta di nuovo, riparò a Lütelsburg presso il barone Dodo von Knijphausen (1677); accusata da un ex-seguace, La Costa, quale strega e fraudatrice, cercò di raggiungere Amsterdam, ma ammalatasi in viaggio, morì a Franeker (Frisia).
Abile scrittrice, di stile vivace, lasciò molte opere, tra cui due autobiografie: La parole de Dieu ou sa vie intérieure (Malines 1663), che afferma la sua pretesa vocazione di riformatrice mistica; La vie extérieure (Amsterdam 1668), in cui racconta la sua vita movimentata. Tutti i suoi scritti, dei quali i principali sono: La lumière née en ténèbres; L'aveuglement des hommes de maintenant; Le nouveau ciel et la nouvelle terre; L'autéchrist découvert; Le renouvellement de l'esprit évangélique, furono pubblicati in 19 voll.: Toutes les Oeuvres de Mlle A. B. (Amsterdam 1679-86), da P. Poiret, il quale vi premise una biografia completa e una prefazione apologetica. Furono messi all'Indice con decreti del 28 nov. 1669, 15 maggio 1687 e 10 maggio 1757.