BOUDON, HENRI-MARIE. - Scrittore di ascetica, n. a La Fère (Aisne) il 14 ott. 1624, m. a Evreux il 31 ag. 1702. Arcidiacono di Evreux dal 1654, cominciò tosto a riparare i molti abusi della diocesi; restaurò il culto, obbligò i parroci a fare il catechismo, negò i benefici ai preti indegni. Donde vive opposizioni e calunnie vergognose, sfruttate dai giansenisti, le quali lo fecero deporre dalla carica. Il B. tutto sopportò in pace fino a che, provata la sua innocenza, fu riabilitato. Passò gli ultimi anni a dettare missioni in Lorena, Belgio, e Fiandra.
Della sua opera egli stesso dà notizia in una sua lettera (Lettres de H.-M. B., I [Parigi 1785], lett. 28, p. 132 sgg.); ma non le novera tutte, e altre ne compose di poi; di talune si dubita se gli si debbano attribuire. Tutte esercitarono una forte e profonda efficacia. Principali: Dieu seul ou l'association pour l'intérêt de Dieu seul (Parigi 1662) posto però all'Indice (decr. 9 sett. 1688), dopo la condanna del Molinos, per l'abuso che ne facevano i quietisti; Le saint esclavage de l'admirable Mère de Dieu (ivi 1674), disapprovato a Roma, ma non proibito, per togliere alcuni abusi (P. Pourrat, pp. 152-53); La vie cachée avec Jésus en Dieu (ivi 1676); L'homme intérieur (ivi 1684).
L'idea dominante del B. è «l'amore puro», non inquinato da alcun motivo di interesse, «Dio solo», che in pratica si attua con l'amore alla croce, all'abnegazione, alla passività; donde un sentore di quietismo, favorito anche da formole non felici.
Bibliografia4 opere
Celestino Testore