BOUTHILLER de RANCÉ, ARMAND-JEAN le. - Cistercense, fondatore dei Trappisti. N. a Parigi di nobile famiglia il 9 genn. 1626, m. a La Trappe (contea del Perche) il 27 ott. 1700. A II anni, per succedere nei ricchi benefici rimasti vacanti per la morte del fratello, ebbe in commenda il monastero cistercense di La Trappe. Condusse però vita mondana, pur segnalandosi fin da giovinetto per l’amore alle lettere, speciali-
mente greche (pubblicò a 13 anni, nel 1639, un'edizione di Anacreonte con commento critico), e per la sua eloquenza, della quale dette ottima prova all'Assemblea del clero del 1655. Nel 1657 ebbe inizio la sua conversione, sulla quale si disse e si scrisse molto (D. de Larroque, Véritables motifs de la conversion de l'abbé de La Trappe, Colonia 1685; N. Barthe, Lettre de l'abbé de Rancé à un ami, Ginevra 1765; e la risposta in versi di J. F. de Laharpe, Réponse, Parigi 1802). Disfattosi di ogni suo avere, tenne per sé solo la badia di La Trappe, nella quale divenne abate regolare, dopo due anni di duro noviziato, il 13 luglio 1664. Cominciò allora la sua costante ed accanita lotta per ottenere la riforma dell'Ordine cistercense. Celebre a questo proposito la sua controversia con i monaci maurini riguardo agli studi monastici, che il B. reputava alieni dallo spirito del monachismo benedettino, insistendo invece sul lavoro manuale. Non avendo ottenuto il breve favorevole alla «stretta osservanza» dalla Congregazione cardinalizia che doveva decidere tra la «stretta» e la «comune» osservanza negli Ordini religiosi, si ritirò a La Trappe (1667) e dettò ai suoi monaci i nuovi regolamenti atti a ristabilire la Regola benedettina in tutta la sua osservanza primitiva. Il 23 maggio 1678 ottenne dal Papa l'approvazione e l'elogio e la sua riforma ebbe il riconoscimento ufficiale da Clemente XI (19 sett. 1705). Presentemente l'Ordine dei Trappisti conta oltre 80 monasteri.
Scrisse varie opere sulla vita monastica, commenti alla Regola di S. Benedetto e ai Vangeli. Poiché non tralasciò di occuparsi di tutte le questioni religiose e letterarie del tempo rimase in corrispondenza con gli uomini più rappresentativi; le sue Lettres raccolte e pubblicate da P. Gouod (Parigi 1845) sono perciò interessantissime.