BOVA. - B. è una piccola città dell'Aspromonte di fronte al Capo Spartivento. Insieme con S. Lorenzio, Africo, Roccaforte, Condofuri e Roghudi, forma una piccola isola etnica, con linguaggio di derivazione prettamente greca.
Non ricorre nell'antichità classica, ma solo nella bizantino-normanna.
Come diocesi, non figura nelle Notitiae della Dia-tiposi, per cui si dubita se sia d'istituzione bizantina o normanna. Alcuni pensano che B. OPPIO (v.) siano diocesi greche, istituite dai Normanni, per compensare Reggio della perdita di Tuariana e di Vibona, fisse nella diocesi di Mileto latina e soggetta alla S. Sede. Ma la politica dei Normanni mal si concilia con questa supposizione: essi non hanno mai dato origine ad una diocesi greca, ma al contrario, hanno latinizzato diverse diocesi greche, a cominciare da Reggio. L'esistenza di un vescovo di nome Luminoso, che nel 649 sottoscrive il Sinodo di papa Martino, costituisce una supposizione indebita. Era infatti «Episcopus Bononiensis» e non «Boveniss», come alcuni hanno letto.
B. è stata sempre suffragante di Reggio ed è la diocesi che ha mantenuto più a lungo il rito greco, soppressivo solo nel 1574 dal vescovo Giulio Stauriano.
Nel suo territorio vi erano molti monasteri greci, tra cui quelli di S. Leone, di S. Maria de Torreto, di S. Pantaleone, di S. Maria de Traiecto, di S. Niccolò de Alefido, ecc. Lo stesso patrono della diocesi, s. Leone o Leonzio, era un monaco greco, nativo di B. o molto più probabilmente di Africo. Alcuni ricordano anche un s. Elia di B.; ma si tratta di s. Elia di Reggio, detto lo Speleota, vissuto nel sec. IX-X. Le ossa di s. Leone si venerano nella Cattedrale, la quale è dedicata a s. Maria dell'Isola (Presentazione). La cittadina di B. non supera 2500 ab. ed ha una vita piuttosto grama; promette maggiore sviluppo B. Marina, che ne dista 12 km. Il suo territorio è molto ristretto e, complessivamente, non supera i 30.000 ab., sparsi in 9 comuni e 17 parrocchie. L'arcivescovo di Reggio dal 1941 ha unita ad personam l'amministratione di B.