BOVARA, Giovanni. - Sacerdote e pedagogista, n. a Maglarrone (Cono) il 30 sett. del 1734 e m. a Milano il 13 ott. del 1812. Di larga cultura giuridica ottenne da Maria Teresa, nel 1776, la cattedra di diritto canonico nell'Università di Pavia; donde passò alle scuole palatine di Milano, indi al collegio di Brera per il diritto ecclesiastico. Passato il collegio allo Stato, per soppressione dei Gesuiti, il B. fece parte per oltre 20 anni, prima quale «delegato», poi quale «aggiunto» del magistrato degli studi e della giunta economale. Fu opera del B. la vasta riforma scolastica operata dal governo austriaco in Lombardia. Nel 1802, fu nominato da Napoleone ministro del culto e insignito di varie onorificenze.
La riforma scolastica abbracciava tutte le scuole di ogni ordine, dalle elementari al liceo e si ispirava ad alcuni principi correnti nella cultura del tempo. La scuola era sotto il diretto o indiretto controllo dello Stato; gli insegnanti venivano assunti in seguito a pubblico concorso; agli insegnamenti veniva dato un indirizzo più realistico e più aderente ai bisogni dei tempi; nei ginnasi venivano introdotte l'aritmetica e la geometria, la storia e la geografia; nei licei la fisica sperimentale e la storia naturale; nei corsi filosofici l'uso della «lingua nazionale», invece della latina; rinnovati i metodi d'insegnamento e stabilita la compilazione dei nuovi testi scolastici; obbligo di seguire gli studi ordinatamente, secondo un principio di normale graduazione; aboliti gli esercizi accademici.