BRAMANTINO (Bartolomeo Suardi). - Pittore e architetto*milanese. Non si conosce l'anno della nascita; dai documenti risulta che nel 1503 è chiamato a consulto della fabbrica del duomo di Milano, nel 1508 è a Roma per eseguire dipinti in Vaticano, nel 1508 è di nuovo a Milano dove progetta la cappella Trivulzio a S. Nazaro (di cui dirige la costruzione almeno fino al 1520), nel 1513 dipinge a Chiaravalle per i Cistercensi un'ancona da mandarsi a S. Saba a Roma, nel 1525 è nominato architetto e pittore ducale; m. nel 1536 ca.
Più vicino dapprima alla vecchia tradizione del Foppa e del'Butinone e alla maniera nervosa e incisiva del Mantegna e dei Ferraresi, attinse poi da Bramante (di cui molto probabilmente fu discepolo, come sembra indicare il soprannome di B.) e, attraverso

questi, da Piero della Francesca il gusto per le conquiste prospettiche e per la monumentalità della composizione. Diede nuovo slancio cinquecentesco alla pittura lombarda, riuscendo ad affermare una propria originale personalità pur nel dilagare dell'influenza leonardesca.
Molto discussa è la cronologia delle sue opere; giovanile è certo la Natività dell'Ambrosiana di Milano e l'Ecce Homo di casa Soranas, dove ambiente e immagini sono travisati fantasticamente e il segno duro e aspro ha una singolare forza costruttiva. Un poco più tarde, forse posteriori al soggiorno romano che ebbe senza dubbio una forte influenza sull'artista, sono la Leggenda di Pilemone e Bauci al museo di Colonia e l'Adorazione dei Magi nella National Gallery di Londra, più solenni e monumentali nell'impianto; vicino a questi è il notevolissimo soffitto della cappella Carafa di Napoli eseguito nel 1511, dove la sapienza prospettica non cede mai al virtuosismo e al decorativo, ma realizza, attraverso gli scorci, valori di tensione e di slancio. In seguito la ricerca di monumentalità porta il B. a gonfiare le sue forme, ad appesantire i panneggi a scapito del movimento e del vigore precedenti; il segno da incisivo si fa sfumato e vaporoso e i forti contrasti luministici cedono a una luminosità più diffusa; esempi di questa maniera sono La Sacra Famiglia della Galleria di Brera, il Trittico dell'Ambrosiana e la Lucrezia della collezione Sola-Busca.
Frequenti sono le costruzioni architettoniche negli sfondi fantastici dei suoi quadri, ma l'unica opera di architettura documentata è la cappella Trivulzio a S. Nazaro; priva di ogni particolare ornamentale, e lontana perciò dal decorativismo della tradizione architettonica lombarda, risente l'influenza di Bramante nel gusto per il rigore geometrico, che anima però con uno slancio verticale sensibile soprattutto nell'interno; gli si è voluto attribuire pure l'ipogeo di S. Maria della Fontana (Mezzanotte) e la sacrestia vecchia di S. Maria delle Grazie (Gengaro).