BRAULIO di Saragozza, santo. - Vescovo di Saragozza, n. ca. il 590, m. nel 651. D'illustre famiglia ispano-romana, fu educato a Saragozza nel monastero di S. Engracia; verso il 620 passò a Siviglia alla scuola diretta da s. Isidoro, col quale si legò di profonda amicizia. Ne incoraggiò e aiutò la composizione delle Etymologiae e ne curò, pare, l'edizione (637), dividendole in 20 libri. Dopo la sua morte aggiunse al De viris illustribus il catalogo delle opere di Isidoro stesso ed un elogio entusiasta. Successe al fratello Giovanni nel vescovato di Saragozza (631) e divenne ben presto il membro più importante dell'episcopato spagnolo per la sua dottrina. Le lettere, indirizzate a coloro che gli chiedevano consiglio, mostrano il suo giudizio retto, la sua discrezione ed erudizione da nessuno superati se si eccettui s. Isidoro. Il movimento intellettuale della Spagna visigotica deve molto a lui, sia per i suoi lavori personali, sia per gli studi che stimolò in ogni modo, facendo copiare anche manoscritti e ricercare codici. Partecipò al IV, V e VI Concilio di Toledo, brillando per la sua scienza canonica: nell'ultimo compilò la famosa lettera di risposta ad Onorio I, che aveva accusato l'episcopato spagnolo di mollezza e di debolezza verso gli Ebrei. Il suo culto sorse e si sviluppò verso il xili-xiv sec.
Scrisse la Vita di s. Emiliano, molte volte stampata, il cosiddetto Smaragdus di Toledo, opuscolo agiografico, numerose composizioni musicali e, forse, la Passio st. innumerabdium Caesaraugustanorum martyrum. Nel sec. xviri furono scoperte in un codice di León 44 lettere di B. pubblicate in España sagrada, XXX, Madrid 1773 e ripubblicate dal Risco nel 1859 (PL 80, coll. 649-700). Una nuova edizione più accurata ne fece J. Madoz, Epistolario de s. B. de Zaragoza, Madrid 1941, con un'antica traduzione spagnola del sec. xv. Recentemente però il p. M. Alamo (Rev. hist. eccles., 38 [1942], p. 417 sgg.) emise seri dubbi sull'autenticità di parte di queste lettere, che sarebbero state composte nel sec. ix per servire come modelli di stile. In ogni modo quelle sicuramente autentiche sono ottima fonte per ricostruire la personalità di B. e la testimonianza più importante per penetrare nell'intimità della Chiesa visigotica della prima metà del sec. vir. Sul contributo di B. alla liturgia mozarabica, cf. quanto accenna il p. Alamo, ibid., p. 421.