BRENDANO (BrANDANO), santo. - Appartiene al gruppo dei grandi monaci irlandesi del vi sec. Santo patrono dei Ciarraige, antica gente sparsa nella parte occidentale dell'Irlanda, fondò il suo principale convento, che si dice abbia ospitato sino a 3000 discepoli, a Clonfert nella contea di Galway nel 558 o 564, e mori, secondo gli Annales of Ulster, nel 577 o 583. Altre sue fondazioni si pongono in isole del fiume Shannon e del Loch Corrib. La fama e il culto del Santo furono presto diffusi dalle genti marinare lungo tutte le coste irlandesi, e di lì nella Scozia, nell'Inghilterra e nel Galles. E pressoché certo che B. si recò nelle isole della Scozia a far visita a s. Columba e nel Galles a visitare s. David: è possibile che abbia compiuti anche lunghi viaggi atlantici. Fatto è che quando il folklore dei popoli marittimi irlandesi si fuse con la letteratura visionaria cristiana,
si formò attorno al suo nome una famosissima leggenda, divenendo egli l'eroe di un meraviglioso viaggio verso fantastiche isole sperdute nel mistero dell'oceano e abitate dagli spiriti dei trapassati. I testi che ci dànno la leggenda di B. derivano da due documenti: la Vita Brendani e la Navigatio Brendani, il secondo dei quali c'è giunto quasi intatto, mentre la Vita ha sofferto mutilazioni e interpelazioni. La fioritura piena della leggenda di B. si può porre al sec. IX. Il testo latino della Navigatio è opera letteraria di valore, scritta da un irlandese, quasi certamente in Irlanda, non più tardi del x sec.: fu diffuso dai pellegrini irlandesi in tutta l'Europa ed ebbe innumerevoli traduzioni e adattamenti in tutte le lingue volgari e persino in dialetti (per l'Italia, ad es., sopravvivono testi negli antichi dialetti lucchese, veneziano, loanese). Questi pellegrinaggi di B. nel vasto oceano, pieni di spiritualità e di poesia, oltre a meritare, dopo le belle ricerche dell'Ozanam, del Villari e del D'Ancona, di essere annoverati fra le fonti dantesche, hanno esercitato un grande influsso sull'immaginazione dei popoli navigatori, fino ai giorni di Cristoforo Colombó e oltre. La festa di B. ricorre il 16 maggio.
Biel.: L'unico testo non contaminato della Navigatio, per quanto abbreviato, è dato in Acta SS. Hiberniae ex codice Salmoniicensi, ed. C. De Smedt e J. De Backer, Edimburgo-Bruges 1888, pp. 739-72. - Del testo latino della Navigatio una buona edizione fu data da A. Jubinal, La légende latine de s. Brandeines, Parigi 1836; P. F. Moran, Acta s. B., Dublino 1872, ha ripubblicato il testo del Jubinal collazionandolo con altri manoscritti. Un'antica redazione italiana della Navigatio è stata pubblicata da P. Villari, Antiche leggende e tradizioni che illustrano la Divina Commedia (appendice), Pisa 1865, e ristampata da G. Battelli, Le più belle leggende cristiane, Milano 1928, p. 436 sgg., con note interessanti. - Un testo in antico dialetto veneziano è stato dato da F. Novei, La «Navigatio s. Brendani» in antico veneziano, Bergamo 1892; uno in antico dialetto loanese da G. Vitaletti, in Giornale Dentesco, 2 (1923), e uno in antico dialetto lucchese da E. G. R. Waters, An Old Italian Version of the "Navigatio s. Brendani», Oxford 1931. - BHL, 1436-48: supplemento, Bruxelles 1911, pp. 29-60; J. F. Kenney, The Sources for the Early History of Ireland, I : Ecclesiastical, Nuova York 1929; L. Gougaud, Christianity in Celtic Lands, Londra 1932; A. Tommasini, Irish Saints in Italy, ivi 1937. Anselmo M. Tommasini