BRESCELLO. - Antica città della Gallia Transpadana, ricordata da Svetonio, Tacito, Tolomeo, Plutarco e Plinio, ora piccolo borgo di carattere agricolo della provincia di Reggio Emilia, sulla sponda destra del Po. Appartiene alla diocesi di Guastalla, ma nei secc. iv-v fu sede di vescovato, che nel 451 (vescovo Cipriano) era soggetto al metropolita di Milano e intorno al 480 passò sotto la giurisdizione di Ravenna. Già devastato dai barbari, nel seri. del 603 fu bruciato dai Bizantini per contrastare l'avanzata dei Longobardi. Dopo questo eccidio il vescovato scompare. L'Affò e altri eruditi parmenai pensarono che allora il vescovo da B. portasse la sua dimora a Parma, dove il primo vescovo storicamente sicuro è Urbano nel 680; ma il Lanzoni non lo crede (Le diocesi d'Italia, pp. 806-807) e ritiene invece che il territorio della devastata diocesi sia stato diviso fra Parma e Reggio.
Vi rimase una pieve con il battistero, soggetta a Parma; ancora nel sec. xv il vescovo di Parma vi aveva dei fondi, e nel 1516 il vescovo card. Farnese vi compì la visita pastorale (cf. L'Eco della Curia di Parma, 1932). Nel sec. x al vescovato successe un'abbazia benedettina, sotto il titolo di un misterioso s. Genesio martire, edificata da Attone di Canossa e da sua moglie Ildegarda, bisavoli della contessa Matilde. La badia ebbe privilegi ed esenzioni dai signori di Canossa e dai papi Pasquale II (1106), Innocenzo II (1132) e Anastasio IV (1153), ma decadde nel sec. xv per la commenda che ne dispersse i beni e paralizzò la vita monastica.
Bist.: Ughelli, X, p. 31; P. B. Gama, Series episcoporum, Ratiabona 1873, p. 761 ; Cappelletti, XV, pp. 441-61; P. Kehr, Italia pontifcia, V, Berlina 1911, p. 429 sg., dove si indicano, oltre la bibl., le fonti inedite della storia di B.; Lanzoni, pp. 751, 754, 806 e 810; H. Cottineau, Répertoire topo-bibliographique des abbayes et prienrés, I, Mâcon 1939, p. 488.