BRITISH MUSEUM. - A Londra accanto al Victoria and Albert Museum, che contiene una grande collezione di oggetti paleocristiani, stoffe copte (catalogo del Kendwick), avori (catalogo del Loughurst) e vetri, con un reparto speciale per i calchi, il B. M. racchiude una meravigliosa collezione d'arte dalla tarda classicità all'alto medioevo. Il B. M. fu fondato dal Parlamento britannico nell'anno 1753 e l'edificio attuale fu costruito fra il 1823 e il 1852 da Roberto e Sydney Smirke.
Nel 1893 gli oggetti paleocristiani e del primo medioevo furono disposti in sale speciali, tra le grandi collezioni per la storia delle religioni. Ma i musici dell'Africa, gli avori, le gemme e i vetri restano dispersi in altre sale, ad es.: le monete e i piombi nel gabinetto numismatico, la collezione dei vetri e avori nella sala medievale, l'orfeiceria nella sala degli ori, le antichità patrie nel reparto romano britannico, le stele e le stoffe copte nelle sale egiziane e le miniature, come il Genesi di Cotton, fra i manoscritti.
Il reparto cristiano si compone di tre collezioni: oggetti paleocristiani, bizantini e posteriori al 1553; fra questi, molte opere provenienti dall'Abbasinia, dall'Egitto e dalla Russia. L'ordinamento e il catalogo sono in gran parte merito di O. M. Delton.
La collezione non ebbe mai lo scopo di documentare lo sviluppo dell'arte cristiana antica, ma contiene pezzi di altissimo valore, come il tesoro dell'Esquilino, quello di Cipro e quello di Lampsaco. Anche nella collezione degli avori si trovano capolavori di fama mondiale, come l'archegno Michele, la pisside di s. Menna dalla collezione Nesbit (1879) e la cassetta con la crocefissione della collezione Maskell. Altri avori e oggetti minori provengono oltre che dalla suddetta collezione (1856) anche da quella Slade e Hawkins. Anelli e gemme di alta qualità si comparano con la collezione di Hamilton, nel 1865 con quella di Castellani e nel 1897 con quella di Francks; vetri e specialmente fondi d'oro nel 1854 con la collezione Bunsen e Disch e nel 1863 con quella di Matarozzi. Altri oggetti, come lampade in bronzo, policandila, lampade ed ampolle in ceramica, in gran parte si devono ad acquisti più recenti. Il catalogo di O. M. Dalton segna accuratamente la provenienza di tutti questi pezzi. Scarsi sono invece il materiale di scultura e i frammenti architettonici.
Nel luglio 1939, nella parte orientale della Gran Bretagna, presso l'estuario del Deben a Sutton Hoo, si scoprì sotto uno dei tumuli un imponente tesoro artistico nell'interno d'una grande nave a remi, tesoro donato dalla proprietaria del terreno alla nazione britannica. Riaperta la galleria del B. M. nel 1946, il materiale di
questo tesoro viene ivi esposto a mano a mano che esce dal restauro. Si tratta dal tesoro più imponente per numero e per valore, comprendendo un portastendardo, un disco in argento col sigillo dell'imperatore Anastasio I (491-518), corni potori, un grande bacino in argento con testa classica, piatti in argento, cucchiai in argento dei quali due con le scritte SAUL e PAUL, un elmo, una spada, una fibbia da cintura e una grande chiusura di borsa in oro, smalti e filigrane, 37 monete d'oro merovingiche, ecc. Il tutto appartenente, con molta probabilità, al re Aethelere morto tra il 655-56, ricordato da Beda (Hist. eccl., III, 24: PL 95, 156).