BRUCIOLI, ANTONIO. - Letterato e volgarizzatore di dottrine ereticali, n. a Firenze alla fine del sec. XV, m. a Venezia nel 1566. Fu frequentatore dei famosi « orti accademici del Rucellai ». Coinvolto nella congiura contro il card. Giulio de' Medici, poi Clemente VII, fuggì a Lione nel 1522, ove ebbe i primi contatti con le nuove dottrine eretiche. Rimpatriato nel 1527 scrisse contro gli abusi ecclesiastici, veri o supposti, ed il Varchi dice di lui che « era tanto costante in questa cosa dei preti e dei frati che, per molto che ne fosse avvertito e ripreso dai suoi più amici, mai non fu ordine ch'egli rimanere se ne volesse, dicendo: Chi dice il vero non dice male ». Condannato all'esilio si rifugiò a Venezia dove, con qualche assenza, rimase fino alla fine della sua vita.
Quivi scrisse varie opere: Dialoghi filosofici; la traduzione della storia naturale di Plinio; il saggio politico Del Governo dello ottimo principe e capitano dello esercito, ecc., ma la sua opera principale fu la traduzione della Bibbia in lingua volgare nel 1532 ed i Commentari alla stessa Bibbia in sette volumi fra il 1542 e il 1546. Di questa traduzione dice il protestante Di Silvestri Falconieri: « Il suo stile è duro e disadorno; vuolsi che egli abbia tradotta la Bibbia non dall'originale ebruco e greco, ma dalla brutta traduzione latina di Sante Pagnino ». Questa traduzione gli fu causa di vari processi da parte dell'Inquisizione. Il primo (1548) terminò con una sentenza di multa e di bando a Ferrara; il secondo (1555) finì con la condanna ad abiurare, ad assoggettarsi ad alcune penitenze ed a comporre « un'opera retrattatoria »; il terzo (1558-59) gli venne intentato per avere trascurato di scrivere l'opera retrattatoria. I punti sui quali fu soggetto d'eresia il possiamo ricavare dalla sua abiura dove confessa avere tenuto « che per la sola fede, escludendo li meriti delle opere, si salvi l'uomo; che li Sacramenti siano due, cioè il Battesimo e l'Eucaristia, escludendo tacitamente li altri; che non si debbano invocare li santi, assomigliandoli alle varie creature; che quelli che cadano da Cristo non sono stati mai di Cristo; che solo gli eletti possono avere fede, e gli altri no ». Si possono intendere in senso ortodosso le spiegazioni che diede al tribunale, ma non gli scritti, e perciò fu condannato al carcere. Morì poco dopo aver scontato la pena.