BUGENHAGEN, JOHANN

BUGENHAGEN, Johann. - Detto anche Pomeranus dalla sua patria, fu uno dei personaggi più influenti della riforma protestante in Germania. N. a Wollin (Pomerania) nel 1485, e m. a Wittenberg 1558. Studiò grammatica, musica, dialettica ed elementi di fisica nell'accademia di Greifswald. Nel 1504, eletto rettore della scuola di Treptow, ne promosse gli studi e la disciplina.

Leggendo le opere di Erasmo e degli umanisti si persuase della necessità di una riforma religiosa e manifestò le sue prime idee eterodosse. Quando gli capitò tra le mani l'opera di Lutero De Captivitate Babilouine, alla prima lettura lo considero come uno dei libri più pericolosi; ma, rileggendolo, ne abbracciò le dottrine e cominciò a propagarle. Lutero lo ebbe in tanta stima che nel 1522 , lo propose come ministro della Collegiata di Wittenberg, ufficio che egli conservò fino alla sua morte. Ciò non impedì che sviluppasse le sue attività organizzative in varie parti dentro e fuori della Germania. Nello stesso anno 1522 organizzava la chiesa luterana di Amburgo nella dottrina, nel culto e proponeva norme per le vocazioni dei ministri. Nel 1530 faceva lo stesso per la chiesa di Lubecca. Nel 1530 fu anche insignito del titolo di dottore in teologia, presente l'elettore di Sassonia Giovanni Federico, davanti al quale propugnò che lo Stato poteva promulgare leggi anche ecclesiastiche, obbligatorie in coscienza, purché non fossero contrarie al Decologo; dottrina che piacque molto all'elettore. Nel 1537 chiamato dal re di Danimarca che in quel tempo lo era anche della Norvegia, Cristiano III (1533-59), non solo vi lasciò profondamente impresse le dottrine di Lutero, ma organizzò la liturgia luterana, un nuovo programma di scuole, stampo un libro di preghiere e, invece dei 7 vescovi cattolici soppressi, sostituì 7 sovraintendenti luterani, ordinando 24.000 ministri luterani per i due regni. L'università di Copenhagen gli deve nuova vita. Nel 1542 fu uno dei visitatori della chiese del Brunswick. Tra i suoi scritti, oltre la storia della Pomerania, sono da notarsi i commentari sui Salmi, molto apprezzati dallo stesso Lutero, e quelli su 10 Epistole di s. Paolo.

Bibl.: V. L. Seckendorf, Commentarius historicus et apologeticus de Lutheranismo, Lipsia 1694, p. 182 e passim; M.