BUSCHETTO (BUSCHETO)

BUSCHETTO (BUSCHETO). - Architetto e operaio del duomo di Pisa, ricordato come tale in un atto di donazione di beni all'Opera di S. Maria Maggiore di Pisa del 1104 e in una obbligazione alla stessa Opera del 1110: probabilmente è la stessa persona, citata anche in due atti della canonica del duomo di Pisa in data 1076 e 1078. Un'iscrizione, ora perduta, ma riportata dal De Rossi, ci informa che aveva rialzato a Roma l'obelisco vaticano: e del resto la sua eccezionale perizia nell'innalzare moli pesantissime viene magnificata, insieme con i suoi meriti artistici, nei due epitaffi in versi (uno dei quali ripetuto due volte) incisi sulla sua tomba, murata sulla facciata della Cattedrale pisana. In essi B. viene indicato come l'architetto creatore di quel mirabile tempio.
Ma è molto arduo stabilire la parte che egli effettivamente ebbe nella costruzione del Duomo pisano, fondato nel 1063, consacrato nel 1118 e la cui facciata venne eretta verso la metà del sec. XII sotto un «Ranaldus prudens operatore et ipse magister». Da scavi, saggi e rilievi stilistici si ha ormai la certezza che l'attuale iconografia del Duomo non rifletta quella dell'epoca della sua fondazione ma sia frutto di un ampliamento che il Salmi suppone effettuato dopo il 1087, anno dell'impresa di el-Mehdia, quando nuovi rapporti commerciali e culturali con l'Africa e l'Oriente promossero e favorirono a Pisa quel gusto che vediamo esemplato nell'architettura e nella decorazione del Duomo. B. dunque, che ancora viveva nel 1110, difficilmente poteva essere il primo architetto della Cattedrale fondata nel 1063; ma fu colui che il primitivo e assai semplice edificio basiliale, forse a croce commissa con tran

sotto poco sporgente e paramento a bozzze squadrate, trasformò in una grandiosa fabbrica a croce latina, con manutentori e cupola, e dai fianchi scanditi da arcate cieche e lesene e rivestiti di marmi con rosoni e lacunari ad intarsi policromi. Questo tipo di decorazione architettonica, nella quale B. seppe mirabilmente comporre elementi derivati dalla tradizione classica e bizantina con echi del gusto musulmano, arabo-siculo, ebbe immensa fortuna e diffusione non soltanto in innumerevoli chiese piscine e della zona limitrofa, ma in Puglia, in Corsica e in Sardegna: onde a B. spetta il merito di aver iniziato una delle più importanti e feconde correnti dell'architettura romana italiana.

BIBL.: G. Rohault de Fleury, *Les monuments de Pisa au Moyen Age*, Parigi 1886; Dehio u. Betzold, *Die kirchliche Baukunst des Abendlandes*, 11, Stoccarda 1892, p. 230 sgg.; S. Monini, *B. Pisano*, Pisa 1896; M. Salmi, *L'Architettura Romana in Toscana*, Milano-Roma 1927, pp. 12-16; S. Guyer, *Der Dom von Pisa u. das Rätsel seiner Entstehung*, in *Münchner Jahrb. u. bd. B. Kunst*, 9 (1932); M. Salmi, *La Genesi del Duomo di Pisa*, in *Boll. d'Arte del Min. Educaz. Naz.*, 32 (1938), pp. 14-61.