Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Teologia morale Teologi moralisti

BUSEMBAUM, HERMANN

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Noto anche come: tedesco: Hermann Busenbaum; inglese: Herman Busembaum

BUSEMBAUM, HERMANN. - Gesuita, moralista, n. a Nottuln (Westfalia) nel 1600, m. a Münster il 31 genn. 1669. Professore, per parecchi anni, di filosofia, di dogmatica e di morale, poi rettore a Hildesheim e a Münster, direttore di coscienza assai stimato, deve la sua fama universale all'opera Medulla theologiae moralis (Münster 1650).

Come professore di morale a Colonia aveva composto per gli alunni un compendio breve, chiaro, ordinato, servendosi delle note ed appunti di due suoi predecessori, i pp. H. Nünning e F. von Spee; il compendio tanto piacque che si dovette stampare, e incontrò tanto favore che, oltre alle numerose edizioni (più di 200 fino al 1766) servì anche come testo base, su cui stesero i loro ampi commenti celebri teologi come C. La Croix, A. Ballerini e specialmente s. Alfonso de' Liguori. Il Santo, anzi, prima della sua opera Theologia moralis, pubblicò in quattro successive edizioni (Napoli 1748; ivi, 2 voll., 1753-55; Roma, 3 voll., 1757; ivi, 3 voll., 1760) la stessa Medulla, aggiungendovi note e appendici sempre più copiose. Non mancarono tuttavia critiche veementi al B.; infatti alcune opinioni, accettate dal B. come probabili, furono più tardi condannate da Alessandro VII (1665-66) e da Innocenzo XI (1679) e perciò rettificate nelle edizioni posteriori. Più ardua la lotta per la proposizione sulla liceità della difesa personale fino all'uccisione dell'ingiusto aggressore, fosse pure un sovrano (l. III, tr. iv, cap. 1, dubbio 3, n. 8), per cui la Medulla fu condannata al fuoco dai Parlamenti di Parigi e di Tolosa (1757); e per la proposizione che il fine giustifica i mezzi (l. IV, cap. 3, dubbio 7, art. 2, n. 3). Ma la prima proposizione, anche se giudicata inopportuna, è in sé vera e giusta, secondo teologi eminenti tra cui s. Antonino, da cui è presa quasi letteralmente, ed è ammessa sostanzialmente anche da s. Tommaso. La seconda riguarda solo quei mezzi, che sono in sé indifferenti, e perciò restano giustificati da un fine legittimo.

Bibliografia7 opere
BIBL.: Sommervogel, II, coll. 444-55; M. Reichmann, Der Zweck heiligt die Mittel, Friburgo in Br. 1903; J. Brucker, s. v. in DThC, II (1905), coll. 1266-68; A. Brou, Les Pâsules de la légende, Parigi 1907, pp. 133, 284; B. Duhr, I Gesuiti, favole e leggende, tr. it., II, Firenze 1908, p. 229 sgg.; M. de Meulemeester, Bibliogr. générale des écrivains védemptoriens, I, L'Aja 1933, pp. 62-63; A. De Bil, s. v. in DHG, X (1938), coll. 1417-18.

Celestino Testore

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), col. 243.

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vol. 3, coll. 243–244

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Testore, Celestino. “Busembaum, hermann.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, col. 243. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/busembaum-hermann.

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Testore, Celestino. “Busembaum, hermann.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, col. 243. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/busembaum-hermann.

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