COLONIA, ARCIDIOCESI DI

COLONIA, Arcidiocesi di. - L'arcidiocesi di C. forma, insieme con le sue suffragane di Limburgo, Treviri, Aquisgrana, Münster ed Osnabrück, la provincia ecclesiastica di C., detta anche del Basso Reno. L'arcidiocesi ha una superfice di 6000 kmq. ed una popolazione di 4.000.000 di ab. dei quali 2.500.000 cattolici. Contava prima del 1939, 1484 chiese con 697 parrocchie, servite da 2100 sacerdoti diocesani, 200 regolari, 269 seminaristi, 50 case religiosi maschili con 380 religiosi e 506 case religiose femminili, con 825 religiosi; ha inoltre 292 case di assistenza e di cura con 29.505 infermi. Per i seminari sti vi sono due collegi a Bonn sul Reno, cioè il collegio Albertino e il Leonino; gli ultimi due anni vengono trascorsi dai seminaristi nel seminario di Bensberg presso C. A fianco dell'arcivescovo sono due vescovi ausiliari ed il Capitolo metropolitano.
Nell'a. 30 a. C., C. era una delle sedi degli Ubi germanici e, nel 5o d. C., divenne colonia romana che dall'imperatore Claudio e dalla sua consorte, si chiamò C. Claudia Augusta Agrippinensis. Ben presto C. fu capoluogo di una provincia e temporaneamente anche residenza imperiale.
Il primo vescovo storicamente accertato fu Materno presente nel 313 al Sinodo di Roma e nel 314 a quello

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Colonia - Veduta della città di C. Incisione in legno del Fascitulus Temporum di W. Rolewinck, Colonia 1480.

di Arles. Si può dimostrare la presenza di comunità cristiane già nel sec. II. Verso il 400 C . fu conquistata dai Franchi, nel 511 dai Merovingi e costitul una parte dell'Austrasia; nel 925 divenne definitivamente tedesca.
In seguito alla concessione del ducato a Bruno I (953-56), venne istituita la potestà temporale degli arcivescovi di C. Dal 1028 fino al sec. xvı, essi ebbero il diritto di incoronare il sovrano e dal 1131 divennero cancellieri per l'Italia e dal xiri con dignità elettorale. Verso il 1288 la città si liberò dalla potestà degli arcivescovi i quali da allora ebbero la loro sede a Bonn, Brühl, Godesberg e Pappelsdorf.
Durante il medioevo, C. fu una delle più grandi e rispettate città per i suoi tesori d'arte, per la sua scienza (1388, Università), e anche per l'industria e l'economia (uno dei più distinti membri della Hanse).
I tentativi di Ermanno da Wied (1515-46), di far divenire il paese protestante, non ebbero successo. L'apostasia dell'arcivescovo Gebhard II Truchsess (1577-83) provocò la guerra detta "Kölnischer Krieg" (1583-88). La disfatta del principe elettore salvò il cattolicesimo nella Germania nord-occidentale. Dopo Ernesto di Baviera (1583-1612) vari principi bavaresi ottennero la dignità arcivescovile. L'ultimo principe elettore, Massimiliano Francesco d'Austria (1785-1801), fuggì nel 1794 davanti ai francesi in Westfalia. Tra il 1801 ed il 1803 l'arcidiocesi fu secolarizzata e divisa in arcidiocesi di C. sul Reno orientale e diocesi di Aquiagrama nella Renania occidentale. Nel 1821, in seguito alla bolla di Pio VII De salute animarum, fu ristabilito il vecchio stato di cose.
L'arcivescovo Clemente Auguste, barone Droste zu Vischering, occupò un posto preminente nelle cosiddette "Kölner Wirren" e cioè nella lotta dello Stato protestante prussiano contro la Chiesa cattolica (lite circa il matrimonio misto). La lotta continuò tra Bismarck e l'arcivescovo Paolo Melchers (Kulturkampf, 1866-85). Nel 1930 in base al concordato con la Prussia (13 ag. 1929) Pio XI ristabili la divisione tra Aquisgrana e C. con la bolla Pastoralis officii nostri. Molto venerati in C. sono s. Orsola e s. Gereone con i suoi compagni, vittime della persecuzione dioclezianea.
Uno dei più grandi arcivescovi è s. Bruno (925-65). Sono pure di C. s. Bruno il grande, fondatore dei Certosini, e s. Alberto Magno (1193-1280). In C. dal 1248-52 fu suo discepolo s. Tommaso d'Aquino. Nella chiesa dei frati Minori, a C., si trova la tomba del Doctor Subtilis, Duns Scoto. Nella stessa chiesa è la tomba di Adolfo Kolping (n. l'8 dic. 1813 a Kerpen, presso C., e m. nella metropoli il 4 dic. 1865), il fondatore dell'associazione dei manovali (Gezellen-Verein) e uno dei più eminenti educatori popolari.
C. è la sede delle case provincializie dei Gesuiti del Basso Reno, della Congregazione dei Lazzaristi, dei Missionari dello Spirito Santo, degli Alessiani o
Fratelli Celliti, degli Agostiniani, delle Suore di S. Vincenzo, delle Benedettine dell'Adorazione perpetua, delle Carmelitane, delle Clarisse, delle Suore del Buon Pastore e delle Orsoline. L'arcidiocesi conta 21 Congregazioni mariane maschili e 34 Congregazioni femminili.
L'Università di C. fu fondata nel 1388 , secondo l'esempio di quella di Parigi ed è la prima università germanica fondata da una città. Nella facoltà teologica erano incorporati Domenicani, Francescani, Eremiti di S. Agostino e Carmelitani. Studenti che avevano lasciato Heidelberg per la peste e Parigi per lo scisma, rappresentarono il primo incremento dell'Università. I paesi nordici erano più numerosi degli altri sia in quanto a professori che in quanto a studenti. La facoltà più celebre era quella teologica. L'Università fiorì nel ' 500 ; nel 1528 incominciò un regresso che fu arrestato dai Gesuiti. Il metodo scolastico di questa Università fu sempre la «via antica» e cioè il realismo scolastico insegnato da s. Tommaso e da s. Alberto.
I vari monasteri e Congregazioni avevano fondato seminari presso la facoltà teologica; oltre a questi esisteva dal 1610 al 1670 un seminario olandese (Collegium Hollandicum). All'inizio della riforma protestante l'Università simpatizzò prima con essa, ma ben presto si schierò dalla parte del papato e si distinse per severità ecclesiastica. In essa vennero accettate le tesi ricavate unicamente dalla Summa Theologica di s. Tommaso. L'Università infatti, fin dal 1250, aveva condannato la dottrina di Lutero.
Dopo il suo scioglimento voluto dai francesi nel 1798, la sua restaurazione falli nel 1818 per resistenza del Governo prussiano che decise la fondazione dell'Università di Bonn sul Reno. Solo nel 1919 fu eretta una nuova Università con cinque facoltà.
C. è la sede del "Caritas Verband" della arcidiocesi e della centrale della statistica cattolica per la Germania. Oltre due convitti per teologi si trovano quattro convitti ginnasiali a Münstereifel, Neuss, Opladen e Rheinbach. Nel 1922 fu eretto a C. l'Istituto Alberto Magno per lo studio della sua dottrina. La scuola superiore statale di musica contiene una sezione per musica ecclesiastica cattolica. A C. si trova anche un Istituto per l'arte religiosa, la biblioteca dell'arcidiocesi con 60.000 volumi, l'archivio storico della città e dell'arcidiocesi. Il museo di Schnütgen contiene arte religiosa di tutta la Renania. Tra le 33 Unioni scientifiche della città dominano la Unione cattolica di Görres (Görresgesellschaft) e la Unione degli accademici cattolici (Kath. Akademiker-Verband) e la Congregazione consultiva (Zentralbildungsausschuss) per le unioni cattoliche della Germania.

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Già nel periodo romano, C. possedeva varie chiese, conservate fino alla guerra 1939-45. La chiesa più antica era l'antica cattedrale nel centro della città, dove più tardi, fu eretta la chiesa di S. Cecilia. Ben presto vennero erette chiese sulle tombe dei martiri: S. Gereone a nord-ovest della città, detta anche ad Sanctus Aureus; a nord della città S. Orsola, detta ad Sanctus Virginis. Nel periodo merovingico fu costruita la chiesa di S. Clemente, più tardi S. Cuniberto, e sul tempio romano, S. Maria in Campidoglio; vicino ad essa la chiesa di S. Andrea e quella dei SS. Apostoli. S. Bruno I fondò l'abbazia benedettina di S. Pantaleone.
Delle chiese gotiche la più illustre è la Cattedrale. Gotiche sono anche le chiese dei frati Minori, il coro di S. Orsola e S. Andrea con la tomba di Alberto Magno.
Il Duomo è una delle maggiori cattedrali europee, capolavoro dell'arte gotica. La sua storia si protende nei secoli. Dopo 300 anni di lavori la costruzione fu arrestata per tre secoli. Solo con l'inizio del romantico, si aprì i primi dell'800, riprese il desiderio di portare a termine questo monumento nazionale. Nella sua costruzione il Duomo dimostra influssi della Francia nord-occidentale dove furono già creati simili esemplari. La basilica è cinque navate viene interrotta dal transetto a tre navate che si completa nel corso. I vi i due seggi principali erano assegnati al papa ed all'imperatore. Il Duomo era chiesa parrocchiale per l'alta nobiltà dell'arcidiocesi.

ARCHEOLOGIA. — C. ha cimiteri cristiani all'aperto con santuari dedicati a s. Orsola, a s. Gereone, a S. Severino. Il sistema di sepoltura fu a casse lignee, sarcofagi in pietra o semplici tombe con lastre di pietra. A S. Severino si è constatato che il cimitero cristiano venne costituito al disopra di quello pagano anteriore. Nello stesso luogo poi si sovrapposero tombe di Franchi. Il cimitero cristiano ha fornito vetri a fondo d'oro del secc. IV. Una bella iscrizione di una Concordia della fine del secc. IV offre il monogramma K con le due lettere A e Q e due rami di palma; un'altra iscrizione era nel museo e della città ricorda una Romula societate martyribus (CIL, XIII, 8486). Ancora più importanti che a C. sono le scoperte d'un cimitero cristiano a Bonn, sotto la chiesa collegata già dedicata a s. Martino ma che conserva anche il nome di S. Cassio, compagno di Florenzo, che sono i due martiri di Bonn. Si è trovata un'altra cripta sotto la basilica romanica appartenente ad un edificio sacro anteriore. Sotto il pavimento della cripta si è trovata una grande area sepolcrale con sarcofagi in pietra.
Assai preziosa la coppa vitrea (secc. IV) trovata a Münstersdorf con scene bibliche su fondo d'oro.

BIBL.: F. Fuersdorf, Spätromische Grabkammer und Frühchristlicher Friedhof bei St. Severin in Köln, Colonia 1926; J. Römische und fränkische Gräber bei der Severinskirche in Köln, in Bonner Jahrbücher, 138 (1933), pp. 22-80; G. P. Kirsch, Un cimitero cristiano con chiesa cimiteriale del IV e V sec. scopo a Bonn sul Reno, in Rivista d'archeologia cristiana, 9 (1932), pp. 151-62; I. Sauer, in Atti del III Congresso int. di Arch. Crist., Roma 1934, pp. 169-77. Per i mss. liturgici V. Leclercq, Cologne, in DACL, III, 11, coll. 2187-95.

ARTE. — Il massimo splendore della scuola pittorica di C. si ebbe tra la fine del secc. XIV e la metà del secc. XV ca. Le opere della scuola presentano un carattere tradizionalista pervase da un lirismo soave, talvolta sdolcinato, e che sconfina nel grazioso e nel miniaturistico.
I maestri coloniesi, quasi tutti di origine straniera e per lo più rimasti anonimi, abitavano nella Schi- dergasse ed appartenevano ad una delle 22 Gaffeln, che regolava la loro produzione.
Fra i più interessanti pittori della scuola sono da ricordare: Wilhelm von Herle autore di una Madonna con fiori di pisello (museo Wallraf), di una S. Veronica (pinacoteca di Monaco) e di una pala per le Clarisse (1380) in cui è visibile l'influenza senese giunta attraverso Praga ed Avignone: è qui per la prima volta che si trova quel tipo di Vergine bionda, dalla fronte rotondeggiante, dagli occhi bassi e dalla piccola bocca che si ritroverà poi in tutte le opere dei maestri coloniesi. Stephen Lochner, originario di Meersburg sul lago di Costanza, emigrò a C. dove m. nel 1451. Può essere considerato il rappresentante per eccellenza, il più significativo della scuola. Le opere che gli possono essere descritte con certezza sono il Giudizio Universale che è la più antica (museo di C.), la Madonna del Roseto (museo Wallraf) e la Madonna con la violetta (museo Arcivescovile), la Presentazione al Tempio (museo di Darmstadt) che è l'unica opera datata (1447, maturità dell'artista), e quindi il trittico della Cattedrale (1440 ca.), un vero capolavoro per il mirabile equilibrio, per l'acqua caratterizzazione dei tipi e per la tecnica magistrale e la forza espressiva. Dopo di lui, i maestri coloniesi (prima metà del secc. XV) furono influenzati dagli artisti fiamminghi di Brouges e di Lovano, specialmente da Jean van Eyck e da Roger van der Weyden. Si ricordano il cosiddetto Meister des Marien-Lebens, autore di sette quadri della vita di Maria (pinacoteca di Monaco) e della Visione di S. Bernardo in cui, attraverso l'influenza di Thierry Bouts si esprime un sentimento profondo unito ad un garbo realismo. Pittore minore è il Meister der Verherrlichung Maria con il quale la scuola di C. s'allontana sempre più dal misticismo. Il Meister der Heiligen Sippe deve il suo nome ad un quadro con tale soggetto (museo di C.): opera sua è pure un S. Sebastiano ricco di effetto drammatico. Il Meister von St. Severin domina la scuola alla fine del secc. XV: nell'Adorazione dei Magi e nel Ciclo di S. Orsola reagisce all'idealismo sdolcinato dei maestri precedenti esagerando, senza cadere nel banale, la bruttezza e la volgarità dei personaggi. Con lui cessa l'influenza di Roger van der Weyden e s'inizia invece quella di Quentin Mestys; ha inoltre il merito di essere stato il primo ritrattista della scuola. Il Meister des Bartholomäus-Salz-Tas spartiani, se non per stile, al principio del secc. XVI e si è formato alla scuola di Martin Schongauer: le sue opere (alcune pale ed una Deposizione che è il capolavoro) si riabilitano da una certa smaliziata volgarità con la magnificenza dei vivaci colori filtrati attraverso un fondo d'ombra.
Con il secc. XVI, i maestri coloniesi sono influenzati dai maestri di Anversa, quali Scorel, Heems-Kerk e specialmente Ioos van Cleef. Questi ebbe grande importanza su Barthel Bruyn (n. a Wesel nel 1493, di origine olandese, m. nel 1557) che conquistò notevole fame come ritrattista; i suoi quadri religiosi sono fredde imitazioni dei manieristi italiani conosciuti per mezzo di Jan van-Scorel. — Vedi Tavv. CXXVII-XXVIII.
BIBL.: H. Brockmann Die Spätzeit der Kölner Malerschule, Bonn 1924; Ott. Förster, Die Meisterwerke der alten Kölner Malerschule, Colonia 1927; G. Dehio, Handb. d. deutschen Kunstdenkm., V, Berlino 1928 (v. indice).