HILDESHEIM, DIOCESI di. - La città di H., situata all'estremità nord-occidentale degli Harzgebirge e all'inizio della pianura della Germania settentrionale, conta 24.000 cattolici su 70.000 ab. La prima fondazione missionaria risale ca. al 775, durante le guerre di Carlomagno contro i Sassoni. Fu eretta in diocesi, sotto il patronato dell'Assunzione di Maria, da Lodovico il Pio il 1º luglio 815 per la parte ostfalica della Sassonia. La primitiva Cappella mariana di Lodovico il Pio (leggenda del roseto millenne) fu dal vescovo Altfried (851-74) incorporata come abside orientale nel Duomo da lui costruito. Sotto Altfried si ebbero le prime fondazioni monastiche: Gandersheim (852) e Lamspringe (872). Sotto il vescovo Othwin (962) avvenne la traslazione delle reliquie di s. Epifanio di Pavia. L'epoca aurea della diocesi si estende fino alla metà del sec. XIII.
Monumenti salienti: all'epoca del vescovo Bernward (993-1022) risale l'erezione di S. Michele con l'abbazia benedettina, la più bella chiesa di stile romanico antico, con pregevoli lavori, fino ad oggi conservati, di oreficeria, miniatura, bronzo fuso (porte di Bernward, colonna di Cristo, croce di Bernward, ecc.). Sotto il vescovo Godehard (1022-38) furono erette più di 30 nuove chiese, fra cui S. Maurizio e S. Andrea in H. Sotto il vescovo Hezilo (1054-79) si ebbe la ricostruzione del duomo di Altfried, distrutto da un incendio: basilica romanica a tre navate (distrutta il 22 marzo 1945) con chiostro. Nel sec. XII vi furono numerose fondazioni monastiche di Benedettini, Cistercensi (Amelunxborn, primo monastero cistercense nella Sassonia inferiore) e Canonici Regolari. Il vescovo Bernward promosse al Concilio di
Reims nel 1131 la canonizzazione di Godehard e costruì la chiesa di S. Godehard con annesso monastero benedettino. Il culto di questo Santo si diffuse fino all'Italia settentrionale. L'eccellente vescovo Corrado II (1221-1246) chiamò in diocesi i Francescani, i Domenicani (nel 1233 Alberto Magno era lettore in H.) e le suore di s. Maria Maddalena. Sotto il suo governo fu fatta la celebre vasca battesimale (1240 ca.). Dalla metà del sec. XIII prevalsero interessi politici e decaddero i costumi del Capitolo e dei vescovi. Nonostante la riforma monastica iniziata nel 1414 (Fratelli della vita comune: Niccolò Cusano in H. nel 1491), nel sec. XVI le condizioni della diocesi erano quasi completamente in sfacelo. In seguito alle lotte del 1523 la maggior parte del territorio passò ai principi di Braunschweig, che lo resero protestante. Nel 1542 fu introdotta la riforma nella città di H. Nel 1557 solo 12 villaggi cattolici appartenevano ancora al vescovato. La connessione con la casa princinesca di Baviera, dalla quale furono presi i vescovi dal 1573 al 1763, salvò la diocesi. Sotto il vescovo Ernesto (1573-1612) furono chiamati i Gesuiti
(ginnasio Josephinum), sotto il vescovo Joseph Clemens (1703-21) fu introdotto dal mezzogiorno lo stile barocco. La fede e la vita religiosa furono rinforzate mediante esercizi spirituali, conferenze del clero e istituzioni caritative. Nel 1802-1803 fu secolarizzato il principato vescovile. Con la bolla Impensa Romanorum sollicitudo del 26 marzo 1824 e il decreto papale del 2 luglio 1834 furono assegnati alla diocesi la parte cattolica dell'Untereichsfeld e gli estesi territori della diaspora delle missioni del nord, a destra della Weser e del ducato di Braunschweig: così la diocesi ebbe un territorio di oltre 32.000 kmq. Il vescovo Eduard Jakob Wedekin (1849-70) inaugurò il moderno sistema di cura d'anime, conforme al quale continuarono il lavoro i successori, fra cui Adolf Bertram (1906-14), Joseph Ernst (1915-28), Nikolaus Bares (1929-34) e Joseph Godehard Machens (dal 1934). Nella seconda guerra mondiale subirono distruzioni le città appartenenti alla diocesi: Hannover, H., Braunschweig. Dal 1945 si verifica un forte aumento di cattolici per l'immigrazione degli espulsi dalla zona orientale della Germania: mentre nel 1940 nella diocesi si contavano ca. 250.000 cattolici su 3 milioni di non cattolici, nel 1950 si contano ca. 685.000 cattolici su 4.230.000 di non cattolici. La necessità della erezione di nuovi centri di cura d'anime appare dai seguenti dati (1940): 122 parrocchie, 43 curazie, 225 chiese e oratori pubblici, 311 sacerdoti diocesani e 16 sacerdoti secolari provenienti da altre diocesi, 3 Ordini religiosi maschili con 4 case e 3 Ordini religiosi femminili con 102 case, fra cui la Congregazione madre delle suore vincentine di H.; nel 1950: 122 parrocchie, 195 curazie, 240 chiese e oratori pubblici, 259 sacerdoti diocesani, 175 sacerdoti di altre diocesi, 5 Ordini religiosi maschili con 7 case, e 10 Ordini religiosi femminili con 132 case. Nel 1949 fu nominato un vescovo ausiliare.