L'arcidiocesi conta 227 parrocchie, ripartite in quattro arcidiaconati (Notre-Dame, Ste-Geneviève, St-Denis, Sceaux). Il numero dei sacerdoti iscritti nell'Ordine del 1952 è di 2109. Fra il piccolo e il grande Seminario si hanno 700 seminaristi. L'ultimo censimento ufficiale del 1946 indica per il dipartimento della Senna una popolazione di 4.775.711 ab. La commissione diocesana di statistica calcola a 3.312.000 i cattolici dell'arcidiocesi.
Durante gli ultimi 20 anni il 70% dei neonati nella diocesi hanno ricevuto il Sacramento del Battesimo. Ma tale proporzione è secondo ogni verosimiglianza inferiore alla realtà, perché molti bambini parigini vengono battezzati in campagna, dove passano i loro primi anni. La proporzione dei Battesimi in rapporto alle nascite è attualmente in aumento. Le scuole cattoliche della diocesi contano 30.000 allievi. La pratica religiosa varia molto a seconda delle zone della città. Nella stessa P. la proporzione dei praticanti è più forte di quella delle zone più proletarizzate; ma resta sempre insufficiente perché il principale ostacolo alla vita religiosa è dato dalla densità di popolazione che rende molto difficile l'opera pastorale.
Per riparare a questo grave inconveniente si sono divisi le parrocchie in quartieri. L'Azione Cattolica lavora attivamente a P. I gruppi principali sono la Federazione nazionale d'Azione Cattolica (per gli uomini), la Lega femminile d'Azione Cattolica (per le donne), PARETO, VILFREDO - Ritratto.

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**Figura 1:**
- **A:** Parco, Sociologia generale, Firenze 1993, tav. centro il front.
- **B:** Parco, VILFREDO - Ritratto.
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**Figura 138:**
- **A:** Parco, Sociologia generale, Firenze 1993, tav. centro il front.
leggenda si è impossessata della sua personalità. Prima di s. Gregorio di Tours trattarono di s. Dionigi la Passio di carattere leggendario dello pseudo Fortunato, detta dall'incipit: Gloriosae (BHL 2171) che lo fa inviare in Gallia «a successoribus Apostolorum» e la Vita Genovefae, 17 (BHL, 3335), scritta ca. il 520, dove, nella recensione A, interpolata a quanto pare, questo successore è identificato con il papa s. Clemente. Questi due documenti, in cui valore biografico per il Santo è scarsissimo, hanno il merito di attestare l'esistenza del culto di s. Dionigi in P. alla fine del sec. v (la chiesa eretta sul suo popolino dai Parigini per invito di S. Genovefà risale a ca. il 475) e all'inizio del sec. VI, culto che del resto ca. il 520 era anche conosciuto a Bordeaux, dove il vescovo Amelio costruì una basilica in onore del Santo (cf. Venanzio Fortunato, Carmina, I, 11: ed. F. Leo-B. Krusch in MHG, Autores antiquissimi, IV, I, p. 13).
Con l'inizio del sec. IX il protovescovo Dionigi l'Areopagita (v.) e si aggiunse al suo martirio la notissima scena della cefaloforia (v. MARTIROLOGIO e Martire, vol. VIII, coll. 241-42). I documenti su cui si fondano queste due nuove leggende, ritenute poi fatti storici indiscussi fino al sec. XVII, sono la Passio anonyma, detta dall'incipit: Post beatam et gloriosam (BHL, 2178), scritta ca. l'825 e tradotta in greco prima dell'833 (BHG, 554), e la Passio ss. Dionysii, qui a loco Ariopagita et Sociorum (BHL, 2175) di Ilduino, abate di St-Denis (814-40), di cui una delle fonti è appunto la sopraddetta Passio anonyma.
Dopo Dionigi la Chiesa di P. conosce un periodo di oscurità. Tuttavia nel 360 sulle rive della Senna viene tenuto un Concilio presieduto da s. Ilario in persona. Clodoveo e s. Clotilde, che convertirono la Francia al cattolicesimo, avranno a P. la loro sepoltura. All'epoca merovingica, grandi vescovi come s. Germano di P. e s. Lan
derico, e grandi personaggi, come s. Andoeno e s. Eligio, manterranno il prestigio religioso di P. L'era carolingia segnerà una certa decadenza della Cattedrale e solo meritano di essere ricordati l'influsso intellettuale dell'abbazia di St-Denis e poi, al momento delle invasioni normanne, l'attitudine eroica del vescovo Gozzino (834-86), defensor civitatis.
All'inizio del secondo millennio nasce l'Università di P. (v. sotto, n. IV), dove terranno cattedra i più grandi dottori del medioevo. Basti citare s. Alberto Magno, s. Tommaso d'Aquino, s. Bonaventura, Alessandro di Hales, Duns Scoto. Tra i loro allievi le scuole parigine annoverano parecchi papi, tra i quali Innocenzo III. Tra i vescovi di P. furono eminenti teologi Pietro Lombardo (1157-60), Maurizio di Sully, il costruttore di Notre-Dame (1160-96), Guglielmo d'Alvernia (1228-49), Stefano Tempier (1268-79). Oddone di Sully (1196-1208) fu uno stimato canonista, autore dei primi Statuti sinodali che verranno imitati in parecchie diocesi.
Nei secc. XIV-XV, pur con le loro idee erronee circa i rapporti tra i papi e i concili, il card. Pietro d'Ailly e il cancelliere G. Gerson illustrano ancora l'Università di P. Nel sec. XVI si manifesta la decadenza. Ma P. conta tra i suoi allievi s. Francesco di Sales e s. Ignazio e tra i suoi professori s. Francesco Saverio. Il livello spirituale del popolo è abbassato dalle guerre di religione. Vescovi illustri come i card. Stefano de Poncher, Giovanni du Bellav, Pietro de Gondi sono più notevoli per le loro doti letterarie, politiche e diplomatiche che per lo zelo pastorale. Invece il sec.

manifestato un vero rinnovamento religioso. Prosperano le opere per la gioventù; l'Università si ricristianizza parzialmente; grandi scrittori cattolici risollevano il prestigio intellettuale della Chiesa. Il card. Verdier (1929-40) fonda un centinaio di nuovi centri di culto.
La seconda guerra mondiale, l'occupazione tedesca e la liberazione fanno sentire la loro ripercussione sulla vita religiosa parigina. Ma le conquiste del periodo precedente vengono conservate. Nel sett. 1951 il voto dell'Assemblea nazionale, che rende meno precaria la situazione dell'insegnamento libero, prova la vitalità cattolica di P. e della Francia.
II. ABBAZIE, SANTUARI E MONUMENTI RELIGIOSI
La diocesi di P. ha avuto molte abbazie maschili e femminili, alcune delle quali di notevole importanza nella storia della Chiesa. La più antica di tutte è l'abbazia di St-Denis a due leghe da Parigi. La sua Basilica, eretta a cura di S. Genoveffa (sec. V), fu ricostruita da Dagoberto (sec. VII). I Benedettini vi entrarono nel 636 e vi restarono fino alla Rivoluzione (1789). Nel sec. IX St-Denis fu il centro della rinascenza carolingia, con Iludio, Abbone e Incarno; nel sec. XII raggiunse il suo apogeo di floridezza con l'abate Sugero, reggente del Regno; egli fece costruire l'attuale Basilica, compiuta da S. Luigi. Vi furono sepolti la maggior parte dei re di Francia. L'abbazia di St-Germain-des-Près, fondata nel 558 da Childeberto e dedicata al martire spagnolo s. Vincenzo, prese poi il nome del vescovo parigino che l'aveva consacrata e vi fu sepolto per molto tempo. L'abbazia fu più volte distrutta ed ebbe la sua forma definitiva nel sec. XI; è uno dei monumenti più antichi di P. e al suo monastero appartennero i più dotti benedettini del sec. XVII, MABILLON, JEAN (v.), Montfaucon (v.) e i loro confratelli.Tra i monasteri dei Canonici Regolari si ricordano l'abbazia di S. Vittore del sec. XII, eretta dal vescovo Galon (Ugo e Riccardo di S. Vittore, Guglielmo di Champaix, i Vittorini), e l'abbazia di S. Genoveffa. Nel corso dei secoli si segnalarono i Carmelitani della Piazza Maubert, i Domenicani di St-Jacques, insediativi dallo stesso S. Domenico, i Cappuccini di St-Honoré (Benedetto di Canfeld) e i Gesuiti del Faubourg St-Antoine.
Attualmente P. conta religiosi appartenenti alla maggior parte dei vari Ordini o Congregazioni. I monasteri più importanti sono quelli dei Benedettini di S. Maria e la Source, dei Francescani e dei Domenicani. I più celebri monasteri femminili di P. furono quelli di St-Martial, fondato da S. Eligio nell'isola della città, le Francescane di Longchamp della b. Isabella, e di Port-Royal (abbazia fiorente nel sec. XVII ma caduta nel giansenismo), il Val-de-Grâce, Montmartre, il Carmelo

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**Parigi, arcidiocesi di - La Vergine e due angeli. Particolare del rosone della facciata della cattedrale di Notre-Dame. Scultura del sec. XIII - Parigi.**
XVII segna a P. un rinnovamento del cattolicesimo. Bè-rulle fonda l'oratorio di Francia e il primo Carmelo parigino, coadiuvato dalla b. Maria dell'Incarnazione; Gian Giacomo Olier istituisce S. Sulpizio; s. Vincenzo de Paoli, coadiuvato da s. Luisa de Marillac, fonda i Lazzaristi e le Figlie della Carità. Gregorio XV, il 30 ott. 1622, eleva P. a metropolitana. Verso la fine dello Bossuet (v.) si levò spesso dai pergami della diocesi, ma il giansenismo e il gallicanismo e soprattutto l'incredulità produssero grandi danni. Nel sec. XVIII P. ebbe il grande arcivescovo Cristoforo de Beaumont, che lottò coraggiosamente contro il gallicanismo, difese i Gesuiti, condannò Voltaire e confutò Rousseau. Ma in quel secolo le più autentiche glorie di P. furono i numerosi martiri vittime della Rivoluzione (1792-93), parecchi dei quali furono beatificati da Pio XI. Dopo la firma del Concordato tra la S. Sede e la Francia e il viaggio di Pio VII a P. la vita cattolica riprese su nuove basi. Ma l'incredulità rivoluzionaria aveva lasciato grandi tracce nelle folle. Il numero della parrocchie e delle chiese riaperte era molto insufficiente.
Gli uomini di Stato (generalmente volte-riani) applicarono il Concordato in maniera poco favorevole al cattolicesimo. Tuttavia il sec. XIX fu un periodo di rinnovamento: s. Caterina Labouré nel 1830 fa conoscere al mondo le sue visioni mariane; Lacordaire dal pulpito di Notre-Dame riap-prende alle classi colte parigine le grandi verità della fede; riappariono tutti gli Ordini religiosi soppressi dalla Rivoluzione; un bello sforzo è compiuto dall'insegnamento libero, primario e secondario e poi anche superiore. Sorgono nuove grandi chiese (la Madeleine, St-Augustin, la Trinité, ecc.), nei sobborghi si aprono cappelle. Il sec. XIX terminerà senza però aver adempiuto tutte le sue promesse. La più bella opera della fine del secolo è la basilica del S. Cuore a Montmartre, la cui erezione sarà decretata dall'Assemblea nazionale nel 1871.
Nel sec. XX P. e tutta la Francia hanno conosciuto la persecuzione religiosa scatenata dal combisimo. Il card. Richard, difensore coraggioso dei diritti della Chiesa, venne espulso manu militari dal suo episcopo. Ma tra le due guerre (1918-39) a P. si è
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**Parigi, arcidiocesi di - La Vergine e due angeli. Particolare del rosone della facciata della cattedrale di Notre-Dame. Scultura del sec. XIII - Parigi.**
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di Notre-Dame des Champs. Tutti questi monasteri sono attualmente scomparsi, ma P. conta oggi 400 case religiose. Oltre le chiese già menzionate, P. contiene importanti santuari. Primo di essi è la cattedrale Notre-Dame. La posa della prima pietra fu compiuta dal papa Alessandro III nel 1163; l'edificio fu fatto sorgere dal vescovo Maurizio di Sully nella Cité, sul luogo dell'antica église de Paris più volte distrutta e ricostruita.
I parigini professano una grande devozione a molti altri santuari, quali la cappella del martirio di S. Dionigi ai piedi della salita di Montmartre, dove fu fondata la Compagnia di Gesù, la chiesa di St-Etienne du Mont, dove è sepolta s. Genoveffa, patrona di P., la cappella della medaglia miracolosa, luogo dell'aprazione del 1830; la chiesa di Notre-Dame des Victoires, sede dell'arciconfraternita del Cuore Immacolato di Maria; la cappella del Carmine, dove si venerano le reliquie dei martiri francesi beatificati da Pio XI.
Tra i più insigni monumenti di P. non ancora segnalati occorre ricordare, in età romanica, l'antica chiesa di St-Martin des Champs; nel periodo gotico le chiese di St-Severin, St-Merry, St-Gervais, St-Laurent e soprattutto la Ste Chapelle del Palais de Justice, eretta da S. Luigi per servire di reliquiario alla corona di spine portata da Costantinopoli nel 1239. Attualmente però la reliquia si trova nel Tesoro di Notre-Dame di P. La Ste Chapelle è adorna di grandissime vetrate multicolori del sec. XIII formanti un insieme mirabilmente armonioso. Nel Rinascimento vennero edificati molti notevoli edifici quali St-Eustache e St-Etienne du Mont. Anche il periodo classico conta monumenti importanti come le cappelle di Val-de-Grâce (del Mansart), la chiesa di St-Sulpice (del Servandoni), l'antica chiesa di St-Genevieve o Pantheon (del Soufflot), la Madeleine (di Constant d'Irvy).
Il card. Verdier (1929-40) fece costruire numerose chiese in stile moderno, gran parte delle quali tuttora incompiute. Una delle più notevoli è la chiesa di St-Esprit, opera dell'architetto Tournon. Sono notevoli anche quelle di St-Pierre de Chaillot, Ste-Agnès d'Alfort, St-Rédempteur de Vanves, opera di dom Remy Belleau.
III. I CONCILI DI P
Sotto questo termine si comprendono concili nazionali, provinciali, sinodi, adunanze, consigli di vescovi, ecc. tenuti a P. o nelle vicinanze, convocati dalle potestà ecclesiastiche (qualche volta dal papa o dal legato pontificio) ed anche, specialmente nei tempi più remoti, dalle potestà civili (i re e imperatori di Francia). Ci furono concili misti, tanto riguardo ai problemi, quanto alle persone che vi partecipavano, perché, oltre al clero, vi prendevano parte anche i laici. A causa dell'incertezza delle fonti e in mancanza di uno studio definitivo non s'è ancora riusciti a dare un elenco preciso degli anni e del numero dei Concili di P., i quali sono di massima importanza, a causa delle questioni trattate ed anche della posizione politica, religiosa e scientifica (Università) della città, non soltanto per la Francia, ma anche per l'Europa. L'influsso delle conclusioni, decreti e canoni si risentiva spesso in tutto l'Occidente cristiano.Si accenna ad alcuni tra i principali. Nel Sinodo, che si celebrò nell'anno 360 (o 361), la Chiesa di Francia condannava la formula della fede accettata a Rimini, ritenendo le posizioni del Concilio generale di Nicea, 557 ca., e furono fatti 10 canoni riguardo al matrimonio, elezione dei vescovi, ecc. Il Concilio dell'825 fu a-dunato a motivo della controversia.
Il card. Verdier (1929-40) fece costruire numerose chiese in stile moderno, gran parte delle quali tuttora incompiute. Una delle più notevoli è la chiesa di St-Esprit, opera dell'architetto Tournon. Sono notevoli anche quelle di St-Pierre de Chaillot, Ste-Agnès d'Alfort, St-Rédempteur de Vanves, opera di dom Remy Belleau.
Il card. Verdier (1929-40) fece costruire numerose chiese in stile moderno, gran parte delle quali tuttora incompiute. Una delle più notevoli è la chiesa di St-Esprit, opera dell'architetto Tournon. Sono notevoli anche quelle di St-Pierre de Chaillot, Ste-Agnès d'Alfort, St-Rédempteur de Vanves, opera di dom Remy Belleau.
Il card. Verdier (1929-40) fece costruire numerose chiese in stile moderno, gran parte delle quali tuttora incompiute. Una delle più notevoli è la chiesa di St-Esprit, opera dell'architetto Tournon. Sono notevoli anche quelle di St-Pierre de Chaillot, Ste-Agnès d'Alfort, St-Rédempteur de Vanves, opera di dom Remy Belleau.
Il card. Verdier (1929-40) fece costruire numerose chiese in stile moderno, gran parte delle quali tuttora incompiute. Una delle più notevoli è la chiesa di St-Esprit, opera dell'architetto Tournon. Sono notevoli anche quelle di St-Pierre de Chaillot, Ste-Agnès d'Alfort, St-Rédempteur de Vanves, opera di dom Remy Belleau.
Il card. Verdier (1929-40) fece costruire numerose chiese in stile moderno, gran parte delle quali tuttora incompiute. Una delle più notevoli è la chiesa di St-Esprit, opera dell'architetto Tournon. Sono notevoli anche quelle di St-Pierre de Chaillot, Ste-Agnès d'Alfort, St-Rédempteur de Vanves, opera di dom Remy Belleau.
Il card. Verdier (1929-40) fece costruire numerose chiese in stile moderno, gran parte delle quali tuttora incompiute. Una delle più notevoli è la chiesa di St-Esprit, opera dell'architetto Tournon. Sono notevoli anche quelle di St-Pierre de Chaillot, Ste-Agnès d'Alfort, St-Rédempteur de Vanves, opera di dom Remy Belleau.
Il card. Verdier (1929-40) fece costruire numerose chiese in stile moderno, gran parte delle quali tuttora incompiute. Una delle più notevoli è la chiesa di St-Esprit, opera dell'architetto Tournon. Sono notevoli anche quelle di St-Pierre de Chaillot, Ste-Agnès d'Alfort, St-Rédempteur de Vanves, opera di dom Remy Belleau.
Il card. Verdier (1929-40) fece costruire numerose chiese in stile moderno, gran parte delle quali tuttora incompiute. Una delle più notevoli è la chiesa di St-Esprit, opera dell'architetto Tournon. Sono notevoli anche quelle di St-Pierre de Chaillot, Ste-Agnès d'Alfort, St-Rédempteur de Vanves, opera di dom Remy Belleau.
Il card. Verdier (1929-40) fece costruire numerose chiese in stile moderno, gran parte delle quali tuttora incompiute. Una delle più notevoli è la chiesa di St-Esprit, opera dell'architetto Tournon. Sono notevoli anche quelle di St-Pierre de Chaillot, Ste-Agnès d'Alfort, St-Rédempteur de Vanves, opera di dom Remy Belleau.
Il card. Verdier (1929-40) fece costruire numerose chiese in stile moderno, gran parte delle quali tuttora incompiute. Una delle più notevoli è la chiesa di St-Esprit, opera dell'architetto Tournon. Sono notevoli anche quelle di St-Pierre de Chaillot, Ste-Agnès d'Alfort, St-Rédempteur de Vanves, opera di dom Remy Belleau.
Il card. Verdier (1929-40) fece costruire numerose chiese in stile moderno, gran parte delle quali tuttora incompiute. Una delle più notevoli è la chiesa di St-Esprit, opera dell'architetto Tournon. Sono notevoli anche quelle di St-Pierre de Chaillot, Ste-Agnès d'Alfort, St-Rédempteur de Vanves, opera di dom Remy Belleau.
Il card. Verdier (1929-40) fece costruire numerose chiese in stile moderno, gran parte delle quali tuttora incompiute. Una delle più notevoli è la chiesa di St-Esprit, opera dell'architetto Tournon. Sono notevoli anche quelle di St-Pierre de Chaillot, Ste-Agnès d'Alfort, St-Rédempteur de Vanves, opera di dom Remy Belleau.
sviluppo di quella di Notre-Dame (detta anche insulana, perché nell'« isola »), illustrata dal « magister Sententiam », Pietro Lombardo : i suoi documenti risalgono all'anno 1200 ; e subito dopo compare come Universitas magistrorum et scholarium. Presto vi si svilupparono, accanto a quella delle arti (o filosofia), le Facoltà di teologia, diritto canonico, diritto civile e medicina, alle quali presiedeva i « decani ». Capo generale era il « cancelliere » di Notre-Dame, dalla cui giurisdizione l'Università cercherà poi di rendersi indipendente. Grande il numero degli scolari, in prevalenza ecclesiastici, che si divisero, secondo la provenienza, in quattro « nazioni » : Gallicani, Normandi, Picardi, Angli o Alemanni. Ogni associazione nazionale aveva come capo un « procuratore » ; i « procuratori » eleggevano il « rettore », loro rappresentante generale e capo della facoltà delle arti, che più tardi accennò anche i poteri del « cancelliere ». Come alloggio degli alunni più poveri, ed anche di maestri, furono eretti colleghi, detti anche studia dotata, divenuti in seguito anche istituti di insegnamento, tra cui famoso quello fondato, nel 1257, da Roberto de Sorbon, cappellano del re s. Luigi (donde il nome della « Sorbonne »). Vari Ordini religiosi fondarono anch'essi case per i loro studenti ; sorsero così gli Studia generalia dei Domenicani e dei Francescani. Da principio i professori erano solo del clero secolare ; con l'affermarsi degli Ordini mendicanti, anche i religiosi conquistarono progressivamente delle cattedre : ne sorse una reazione, che degenerò in « lotta », capitanata da Guglielmo di St-Amour, ch'ebbe per avversari Alberto Magno, Bonaventura e Tommaso. Nel 1256 il papa Alessandro IV si pronunciò in favore dei religiosi. I numerosi privilegi accordati dai Papi e dai Re concorsero a fare dell'Università una corporazione indipendente, una specie di terza potenza, dopo il Papato e l'Impero, specialmente durante il grande scisma d'Occidente (onde lo Studium era considerato, per la Francia, come una contropartita all'Imperium germanico e al Sa-cerdotium italiano).
Dal XIII al XIV sec. l'Università di P. fu il centro maggiore della scienza teologica per tutto l'Occidente, e la Scolastica vi raggiunse il massimo splendore. Poi cominciò la sua decadenza, per la quale influirono vari fattori (guerre, scienza, concorrenza di altre scuole, crescente dipendenza dalla corona francese). Combatté il giansenismo, ma favorì i gallicanismo. Poiché intorno al 1700 inclinava verso i giansenisti, si vide diminuire dal Papa i suoi privilegi, e lentamente perdette il primato scientifico. Con la Rivoluzione Francese fu sospesa (1793). Con Napoleone s'inizia il suo nuovo periodo di vita nel quadro generale dell'« Università imperiale » ; nel 1806 riprende, con la personalità giuridica, il nome di « Università de Paris ».
2. L'Università cattolica
L'eredità spirituale del glorioso passato è stata raccolta dall'« Institut catholique » (cf. la lettera di Pio XI, Si per hos, del 28 ott. 1925, per il 50° dell'Università, in AAS, 17 [1925], p. 573 sq.). Eretto nel 1875, in virtù della legge 12 luglio 1875, come « istituzione d'insegnamento superiore libero », ebbe per sede lo storico « couvent des Carmes ». Primo rettore e suo vero fondatore fu mons. M. d'Hulst ([v.] 1875-96), poi mons. P.-L. Péchenard (1896-1907), poi mons. A. Baudrillart ([v.] 1907-42), creato cardinale da Pio XI. Conta le Facoltà di teologia, diritto canonico, filo-sofia, diritto civile, lettere e scienze. A quella di teologia, eretta da Leone XIII, con la bolla In magna del 10 dic. 1889 (Leonis XIII P. M. Acta, IX, pp. 267-70), sono annessi l'« Ecole des langues orientales » e l'« Institut d'études sociales et internationales ». Dal 1913 l'« Institut cattolico possiede una « Scuola superiore di scienze economiche e commerciali » (cf. lettera di Pio X, Nolumnus, 8 ott. 1913, in AAS, 5 [1913], p. 489 sq.) ; da esso dipende anche l'« Institut agricole » di Beauvais.La circoscrizione universitaria conta 29 diocesi (sei provincie ecclesiastiche : P., Rouen, Reims, Besançon, Sens, Bourges), i cui vescovi sono i « patroni » dell'« Institut », del quale formano il Consiglio superiore. Gran cancelliere è l'« arcivescovo di P. Gli statuti, conformati alla cost. apost. Deus scient. Dominus, sono stati approvati con decr. 6 luglio 1936 dalla S. Congr. dei Seminari e delle Università degli Studi. Ha un Seminario universitario (« des Carmes »), per alcuni sacerdoti, affidato ai Sulpiziani.
3. Altre istituzioni
a) L'Observatoire national, istituito da Luigi XIV nel 1667. L'« edificio eretto da C. Perrault (1667-72) è costruito in modo che le quattro facciate corrispondono ai punti cardinali, il parallelo della facciata meridionale dà la latitudine di P. e il meridiano, che divide in due la costruzione, è quello di P., oggi però regolato su Greenwich. Nel palazzo hanno sede il Bureau international de l'heure, una biblioteca e un museo di strumenti antichi ; b) l'Ecole Polytechnique, fondata dalla Convenzione l'11 marzo 1794 e riorganizzata nel 1852 ; vi si entra per concorso ; al termine del biennio si può passare nel corpo degli ingegneri dello Stato, dei ponti, delle strade, dell'aeronautica, del genio, ecc. ; c) l'Ecole normale supérieure, creata dalla Convenzione il 30 ott. 1794 e organizzata specialmente dal decreto 17 marzo 1808, che stabiliva l'Università imperiale per formare con i più rigorosi metodi i migliori docenti. E divisa nelle due sezioni di lettere e scienze ; d) l'Ecole supérieure des mines, per la formazione di ingegneri per le miniere, fondata nel 1783 ; occupa l'antico Hôtel Vendôme ; vi sono annessi un museo di mineralogia e geologia e una biblioteca ; e) l'Institut national de France, fondato il 22 aug. 1795 con la missione « di raccogliere le scoperte, perfezionare le arti e le scienze ». La legge del 25 ott. 1795 divise l'« Istituto in tre classi scienze fisiche e matematiche, scienze morali e politiche, letteratura e belle arti). Dopo altre modifiche, un decreto reale del 21 marzo 1816 lo riorganizzò in 4 Accademie e un'altra fu aggiunta per decreto reale del 26 ott. 1832 : l'« Académie française, che aveva avuto origine dalle riunioni tenute fin dal 1629 ca. presso il letterato V. Conrart, ma ebbe forma definitiva su proposta del card. Richelieu, da Luigi XIII nel 1635. I membri furono prima 28, poi fissati in 40, detti « les 40 immortels ». Ebbe l'« incarico di redigere un dizionario della lingua francese, una retorica, una poetica e una grammatica ; l'« Académie des inscriptions et belles lettres » (cf. Lettre de M. B. Colbert. Il titolo attuale de fu dato da Luigi XV nel 1716. Oggi si compone di 40 membri titolari, 13 accademici liberi, 12 associati stranieri e 70 corrispondenti, dei quali 30 francesi e 40 stranieri ; l'« Académie des sciences, fondata anch'essa dal Colbert nel 1663, è divisa in 11 sezioni, oggi conta 68 membri titolari, compresi 2 segretari perpetui, 10 accademici liberi, 12 membri non residenti, sei membri con le stesse prerogative degli accademici liberi, nella divisione creata il 23 gen. 1918 dal titolo : « Applications de la science à l'industrie » ; 12 associati stranieri e 116 corrispondenti ; l'« Académie des Beaux-Arts, che fu fondata nel 1795, comprende 41 membri titolari, otto per1793 prima una copia e poi due di ogni esemplare stampato in Francia, come deposito legale. È una delle più ricche del mondo ed è divisa in quattro dipartimenti: stampati (ca. 5.000.000 di voll.) e carte geografiche (300.000); manoscritti (125.000) e pergamene; incisioni (3.000.000); medaglie e monete (ca. 250.000) e antichità; ha una sala di lettura pubblica e varie sale di studio; l) Les Archives Nationales, istituiti dall'Assemblea nel 1789 e collocati nel 1808 nell'antico Hôtel Soubise, eretto dal Delamair tra il 1795-1799; dal 1927 anche nell'antico Hôtel Rohan. È un'imponente raccolta di documenti che va da un diploma di Clotario II (625) ai nostri giorni. Nel 1° piano è riunito il Musée des archives con esposti i più notevoli documenti; m) la Cité Universitaire inizia nel 1920, con la donazione di 10 milioni, dei coniugi E. e L. Deutsch de la Maurthe, con 7 padiglioni in stile normanno su disegno dell'architetto L. Bechmann, per alloggiarvi studenti universitari delle varie province di Francia. Altri padiglioni si aggiunsero per gli studenti canadesi, belgi, argentini, inglesi, giapponesi, olandesi, indonesi, cubani, armeni, danesi, svedesi. Vi sono poi le fondazioni di Monaco, della Grecia, della Svizzera, degli Stati Uniti, dell'Istituto Nazionale Agronomico; un Collegio spagnolo; una Casa internazionale e la chiesa offerta nel 1936 dalla sig.ra P. Lebaudy; n) la Bibliothèque de l'Arsenal, occupa parte dell'antico Palazzo del Gran Maestro dell'artiglieria (1723, con modifiche del sec. XIX). Fondata nel 1757 dal marchese d'Argenson de Paulmy, accresciuta dalla Rivoluzione con gli Archivi della Bastiglia e le collezioni dei conventi, nel 1797 divenne la Bibliothèque Nationale de l'Arsenal. Comprende 12.000 manoscritti, un milione di stampati; ca. 120.000 stampe e la più ricca collezione di tutte le opere drammatiche dall'origine del teatro in Francia, fondo di ca. 350 documenti.
ciscuna delle 55 sezioni, più i segretario perpetuo; l'Académie des sciences morales et politiques, che fu fondata nel 1795, soppressa nel 1803 e ripristinata nel 1832; comprende 40 membri titolari ripartiti nelle 5 sezioni; ha 10 membri liberi, 12 associati stranieri e 60 corrispondenti. L'Institut de France con le sue 5 Accademie, risiede nel palazzo fondato dal card. Mazzarino per residenza del Collège des Quatre nations, su architetura di L. Le Vau (1662-68). Ogni Accademia si riunisce separatamente una volta la settimana; il 25 ott. ha luogo l'adunanza pubblica delle cinque Accademie. Al di fuori dell'Institut de France furono fondate: nel 1820 l'Académie de la Musique, con 6 sezioni; nel 1898 l'Académie internationale d'histoire des sciences; f) il Conservatoire de musique et de déclamation, fondato da Sarrette. La Convenzione nel 1795 ne fece una istituzione nazionale. Occupa l'antico Collegio dei Gesuiti in rue Madrid e contiene un museo strumentale e una biblioteca musicale; g) il Conservatoire national des arts et métiers, istituito dalla Convenzione il 10 ott. 1794, occupa una parte dell'antico priorato di St-Martin-des-Champs, e vi si tengono corsi pratici e corsi pubblici gratuiti di scienze applicate all'industria e alle arti; ha una ricca biblioteca e serie di collezioni; h) il Collège de France fondato nel 1530 da Francesco I su istanza di umanisti francesi e in particolare di G. Budé (1468-1560); ebbe allora il titolo di Collège des lecteurs royaux, mutato nel sec. XVII in Collège royal de France e dalla Rivoluzione nel nome attuale. I corsi liberi, pubblici e gratuiti, sono di perfezionamento universitario e tenuti da docenti di nomina governativa. Ha 3 sezioni: scienze matematiche, fisiche naturali, scienze filosofiche e sociologia; scienze filologiche e archeologiche; la sede è in Piazza Marcellin-Berthelot, e sulla porta d'ingresso vi si legge: «Docto omnia»; i) la Bibliothèque nationale è di origine antica; Carlo V aveva riunito al Louvre una biblioteca, poi di spesa e passata in Inghilterra; Luigi XI la ricostituì al Louvre. Luigi XII l'archidi di un fondo preso a Napoli; Francesco I di manoscritti orientali, greci e latini; Enrico IV di 80 manoscritti ereditati da Caterina de' Medici. Grandi acquisizioni si ebbero sotto Luigi XIV e XV. Dopo varie peregrinazioni, tra il 1721 e il 1727 fu trasportata alla rue Richelieu nell'Hôtel de Nevers, dove è tuttora. Con la Rivoluzione la Biblioteca ricevette tutte le collezioni delle abbazie e degli istituti religiosi soppressi; e dal

ciascuna delle 35 sezioni, più i segretario perpetuo; l'Académie des sciences morales et politiques, che fu fondata nel 1795 , soppressa nel 18
dal genio francese. MUSÉE DE L'AIR : raccolta di aerei storici, modelli ridotti, motori d'aviazione, aerostati, e loro documentazione. MUSÉE CARNAVALET : dal nome del Palazzo rinascimentale, contiene il Museo storico della città di P. MUSÉE DES THÉRMES ET DE CLUNY : nell'antico edificio termale romano dove nel medioevo gli abati di Cluny adattarono la loro residenza a P., contiene una preziosa raccolta d'arte medievale. MUSÉE DES GOBELINS : collezione di arazzi dal sec. XV al XIX ; la loro esposizione viene periodicamente rinnovata. Vi è annessa una manufatta e un laboratorio di riparazioni; p) nel Ministère de l'éducation nationale vi sono le seguenti commissioni : des sciences économiques et sociales ; des travaux historiques, d'histoire et philologie, de géographie, che insieme formano un Comité ; notevole è il Bulletin archéologique du Comité des travaux historiques, edito dal 1882.
Il Centre national de la Recherche promuove le pubblicazioni di un gruppo di periodici scientifici quali : la Revue archéologique, fondata nel 1844 ; la Revue de l'histoire des religions, giunta nel 1951 al 1.140 ; la Bibliothèque de l'Ecole des Chartes, che nel 1951 è al 109 vol. ; gli Annales du Musée Guimet ; la Revue des études byzantines, 9 voll. al 1951 ; le Archives de l'Orient chrétien ; Gallia. Fouilles et monuments archéologiques en France métropolitaine, dal 1943. Sotto gli auspici della Société archéologique de France si pubblica a P. fin dal 1836 il Bulletin monumental, e dal 1834 i resoconti dei Congrès archéologiques de France. La Fondation Eugène Piot dal 1894 è editrice dei Monuments et mémoires publiés par l'Académie des Inscr. et belles lettres. Il Journal des Savants, fondato nel 1865, fu ripreso nel 1816 dall'Académie des Inscr. et belles lettres. Questa accademia pubblica fin dal 1857 i suoi Comptes rendus, i quali furono preceduti da Mémoires et histoires de l'Académie royale des Inscr. et belles lettres e dal 1815 Mémoires de l'Académie des Inscr. et belles lettres publiés par divers savants. Si devono poi ricordare le pubblicazioni scientifiche : Archives des missions scientifiques et littéraires, dal 1850 al 1891 in cui divennero Nouvelles Archives des missions scientifiques fin 1924 ; la Société de l'Art français publiée fin dal 1851-52 Les Archives de l'art français, mutate poi in Bulletin de l'art français ; la Société de l'histoire de Paris publiée dal 1851 i Mémoires. Dal 1859 si stampa la Gazette des beaux arts. Dal 1876 fu fondata la Bibliothèque des Écoles françaises d'Athènes et de Rome. Nel 1951 si è iniziata la Revue des arts. - Vedi tavv. LXVII-LXIX.