Accolto nel monastero di St-Rémy (1653), passò successivamente, per motivi di salute, a Nogent e a Corbie, dove fu ordinato sacerdote il 27 marzo 1660. Nel luglio 1663 fu destinato a St-Denis, ma l'anno dopo don Luc D'Achery, abate di St-Germain-des-Prés, lo chiamò presso di sé, nel centro degli studi maurini, e qui M. rimase fino alla morte.
Nel 1667 intraprese la grandiosa edizione degli Acta SS. Ord. S. Benedicti, usciti in 9 voll. fra il 1668 e il 1701 (un X vol. è rimasto manoscritto alla Biblioteca nazionale di Parigi). Successivamente scrisse i tre libri De liturgia gallicana (Parigi 1685), l'Iter germanicum, apparso nel IV vol. dei Vetera analecta (ivi 1685), il Museum italicum, in 2 voll. (ivi 1687-89), il Traité des études monastiques (ivi 1691), una trattazione archeologica, importantissima per quei tempi, stampata sotto il titolo Eusebii Romani ad Theophilum Gallum epistola de cultu sanctorum ignotorum (ivi 1698). Tra il 1703 e la morte curò i primi 4 voll. degli Annales Ordinis S. Benedicti, completati in seguito dai Maurini (6 voll., ivi 1703-39). Altri scritti furono pubblicati postumi da V. Thuillier, Oeuvres posthumes de M. et de Ruinart (3 voll., ivi 1724).
Ma l'opera di più vasta risonanza è rappresentata dai 6 libri De re diplomatica (il IV fu compilato però da don Germain), usciti a Parigi nel 1685, più un supplemento pubblicato nel 1704 in risposta alla confutazione di P. Germon (ivi 1703). Il lavoro PARROCCHIA (v.), per ribattere il quale M. dà fondo a tutto il campo della diplomatica e avvia questa e la paleografia sul cammino scientifico.
Il libro comprende le nozioni generali, la classificazione dei documenti, lo studio dei caratteri estrinseci, la classificazione delle scritture; il II esamina i caratteri intrinseci e la cronologia; il III si sofferma sui cartulari e sulle notizie; il IV costituisce un excursus sulle antiche cancellerie dei re di Francia; il V e il VI comprendono tavole, esempi, applicazioni. L'opera fu accolta con i più ampi consensi, primo fra tutti quello del Papiroch; nel 1709 usciva, sempre a Parigi, la 2a ed. nel 1789, a Napoli, la 3a. Nonostante le lacune e non poche valutazioni errate, essa rappresenta la base degli studi diplomatici e paleografici, e molte osservazioni di carattere generale e metodologico affacciate per la prima volta dal M. conservano ancora oggi il loro valore: inoltre l'opera racchiude la trattazione più ampia che sia mai stata fatta sulla diplomatica merovingica.