MAASTRICHT

MAASTRICHT. - Antica diocesi in Olanda, oggi nella diocesi di Ruremonda.

Come indica il nome, la città deve la sua origine a un battello o a un guado della Mosa: «trajectum ad Mosam». Più tardi un ponte congiunse le due rive, e di qui passava la grande strada militare delle Gallie, attraverso Bavay, Tongres e M. per Colonia. Lo stesso avvallamento, che risale all'epoca preistorica, si è esteso oltre le due rive già nel sec. II d. C., senza essere ancora circondato di mura. Nelle agitazioni del sec. III M., come altri luoghi, ebbe il suo castellum a difesa del ponte allora presumibilmente ricostruito.

S. Servazio, vescovo di Tongres, trovò qui una sicura residenza; così M. diventò la prima città vescovile dei Paesi Bassi e tale restò per i 21 successori che ebbero sede a M., finché s. Berto si trasferì definitivamente a Lüttich nel 722. I suoi successori, che continuarono spesso a chiamarsi ancora con il titolo di vescovi di Tongres, mantennero i loro diritti su M. e li divisero con i re franchi che avevano a M. una contea palatina, dove anche percepivano gabelle. Condizione, questa, che dette motivo alla lunga lotta tra la «familia a Lamberti» e la «familia a Servati», cioè tra il partito del vescovo e quello dell'imperatore. Con la «Oude Caerte» si giunse a un arbitrato fra il vescovo di Lüttich, Giovanni IV di Fiandra, e suo cognato Giovanni I di Brabante. Questo patto restò in vigore fino alla Rivoluzione Francese, benché nel 1632 la Repubblica olandese intervenisse nei diritti del duca di Brabante. Dopo il ristabilimento della monarchia e l'unione coi Paesi Bassi meridionali, M. diventò la città capitale della provincia di Limburgo e nel 1830 rimase fedele al re, così che insieme con la metà del territorio di Limburgo restò unita ai Paesi Bassi.

Famoso è il ponte di S. Servazio (costruito fra il 1280 e il 1298, restaurato dal 1684 al 1714 e 1934-35), accanto al quale nel 1935 fu costruito il ponte Guglielmina. Il Palazzo del Comune fu costruito dall'architetto dell'Aja Pieter Post dal 1659 al 1664 ed è noto anche per i suoi arazzi e per le sue pitture.

Ma più note sono le chiese. Quella romanica di S. Servazio ha ad occidente torri massicce del sec. XI, mentre il grande portale sud risale al sec. XIII e con le sue forme proto-gotiche contrasta col resto.

La chiesa della Vergine data dal sec. XI, ma la parte anteriore con le torri è del sec. X. Essa è interamente romanica. Molto bello è il coro superiore circondato da un doppio colonnato, sotto il quale giacciono due cripte. In una cappella a lato della Basilica è la meravigliosa immagine della Vergine, Stella del Mare. Dietro la cappella esistono chiotti del sec. X, parte dei quali è adibita a tesoreria per le numerose reliquie.

Vicino alla chiesa di S. Servazio si trova quella di S. Giovanni, cominciata nel sec. XIII e terminata nel 1450. Viene usata dalla Comunità riformata dei Paesi Bassi. Altre chiese antiche sono quelle di S. Mattia (sec. XV), la ex-chiesa dei Crociati (sec. XV), la ex-chiesa dei Domenicani (secc. XIII-XIV), la ex-chiesa dei primi Francescani (secc. XIII-XIV), ora sede dell'Archivio di Stato, e numerose altre chiese di quest'epoca e dei secc. XVII e XVIII.

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MAASTRICHT - Stauroteca di M. Parte posteriore con l'iscrizione greca in metri giambici (x o xi sec.) - Basilica di S. Pietro, Tesoro.
(fot. Sanssini)
BIBL.: L. Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, III, Parigi 1915, pp. 184-93; F. Rutten, s. V. in LThK, VI, p. 757. Olaf Klesser

STAUROTECA DI M. - È un reliquiario contenente cinque frammenti della S. Croce conservati nella cattedrale di M. dal sec. XIII. L'encolpio a forma di croce patriarcale, cioè a doppia traversa, fu donato da Filippo II di Svevia alla chiesa di M. ed ivi fu conservato fino alla Rivoluzione Francese.

Nella parte anteriore sono fissati cinque medaglioni rappresentanti G. Cristo, la Madonna orante, gli arcangeli Michele e Gabriele, S. Demetrio. Nel rovescio sulla lamina d'oro è incisa un'iscrizione greca in metri giambici del tempo dell'imperatore Romano II (959-63) o di Romano III (Argiro, 1028-32); essa fu edita fin dal sec. XV. La stauroteca fu donata a Gregorio XVI che nel 1837 la pose tra le reliquie insigni della Basilica Vaticana, racchiudendola in un reliquiario d'argento.

BIBL.: G. Mercati, La stauroteca di M. ora nella Basilica Vaticana e una presunta epigrafe della chiesa del Calvario, in Memorie della Pont. accad. rom. di arch., 3ª serie, I, II (1924), p. 45 segg. Enrico Josi
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“MAASTRICHT.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 1038. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/maastricht.