MABUSE, JAN GOSSAERT detto. - Olandese, n. fra il 1470 ed il 1480. Venne a Roma nel 1508.
Della sua permanenza in Italia resta ricordo nel Guicciardini, che lo considerò il primo a portare dall'Italia nelle Fiandre «l'arte del dipingere historie e poesie con figure nude». Ritornato in patria dopo il 1509, dimorò ad Utrecht, al servizio di Filippo di Borgogna e dal 1516 in poi a Bruxelles, dove lavorò anche per Margherita d'Austria, e a Middelburg dove morì poco dopo il 1533.
Si formò inizialmente sotto l'influsso del Dürer, di Jean Van Eyck, di G. David e di U. van der Goes (dittico della Galleria Doria di Roma, trittico della Pinacoteca di Palermo, Adorazione dei Magi e Cristo nell'oliveto della Galleria nazionale di Londra). Nella Crocijissione, già all'Ermitage di Leningrado, nella tavola del duomo di Praga (1515), nella Madonna e s. Luca della Galleria statale di Vienna (1520 ca.) si giova con un gusto tardogotico di elementi rinascimentali, tentando il monumentale in temi mitologici o anche religiosi (come negli Adamo ed Eva di Hampton Court e dei Musei di Berlino), caratterizzati fra l'altro da una ricerca anatomica quasi brutale.
I suoi soggetti religiosi gli acquistarono vasta popolarità e furono molteplicamente replicati o imitati, soprattutto i gruppi della Madonna con il Bambino conservati a Londra, Nuova York, Berlino, Bruxelles, Detroit, Parigi, Copenaghen, nei quali la grazia delle immagini si congiunge ad una elevata finezza rappresentativa, con una libertà di modellazione ed una pienezza romantica di sentimento che li pongono tra i capolavori del Rinascimento fiammingo. Al maestro si devono inoltre numerosi splendidi ritratti, disegni, incisioni e xilografie.