LUINI, BERNARDINO. - Pittore lombardo, n. tra il 1480 e il 1490, m. a Milano nel 1532; la sua formazione tipicamente lombarda si manifesta nelle prime opere, dove sono via via individuabili i riflessi dei modi del Foppa, del Bergognone, del Civerchio (Cristo deposto, nella chiesa della Passione a Milano; Annunciazione, 1516, a Brera), e poi, più ancora, quelli del Bramantino (affreschi della Pelucca, 1522; ante d'organo, 1524, già in S. Eustorgio e ora nella Parrocchiale di Paderno Milanese).
L'attribuzione al L., tuttora discussa, di una pala segnata a Bernardino Mediolanensis, 1507 e nel Museo Jacquemart André, condurrebbe a riconoscere assai per tempo nel pittore gli influssi veneti, identificabili più tardi, e per la mediazione di Andrea Solario, nella Deposizione (1516) della cappella del Sacramento in S. Giorgio al Palazzo a Milano. Nella Madonna col Bambino e angeli, a Chiaravalle Milanese, del 1512, la prima opera certa datata, i diversi motivi confluenti nella maniera del L. appaiono già fusi con echi leonardeschi, dei quali il pittore terrà sempre conto in seguito, ripetendo talvolta le composizioni del maestro (S. Anna, all'Abbrosiana) o più spesso traendo libera ispirazione dai suoi modelli (Madonna con S. Giovanni, a Brera; S. Giovanni, all'Abbrosiana; Salomè, Louvre; Ritratto di donna, collezione Levy, Nuova York; Maddalena e Marta, collezione Rotschild, Parigi).
Tipiche del L. furono una religiosità mite, una grazia serena ed umana, di cui appaiono dotate le sue Madonne (Madonna delle Rose, Brera; Madonna tra s. Antonio e s. Barbara, 1521, a Brera, già nella cappella di S. Maria di Brera; Madonna tra s. Sebastiano e s. Rocco, Ringling Museum, Sarasota) e le scene, sempre ricomposte in ritmi pacati ed in quiete armonie di colori (S. Caterina trasportata dagli angeli, 1522, affresco già alla Pelucca, ora a Brera; affreschi nel santuario di Saronno, ca. 1525);
come riposati e sereni sono i suoi paesaggi, di un persi-
stente arcaismo lombardo (Caduta della manna, 1522,
affresco già alla Pelucca, ora a Brera; predella, collezione
Benson a Londra). Pittore di grandi cieli di affreschi, oltre
a quelli accennati in S. Giorgio al Palazzo (1516), nella
villa della Pelucca (1522, oggi per la maggior parte a
Brera) e nel santuario di Saronno (ca. 1525), vanno ram-
mentati l'Incoronazione di Spine della Biblioteca Ambro-
siana (1521-22), gli affreschi in S. Maurizio a Milano
(1521-23) e nella cappella Besozzi presso S. Maurizio
(1530), in S. Maria degli Angeli a Lugano (1529-30),
e quelli già nella chiesa della Pace a Milano, ora a Brera.