Carità (v.); n. a Parigi il 12 ag.
1591, m. ivi il 15 marzo 1660.
Andò sposa nel 1613 ad Antonio Le Gras, ma rimasta
nel 1625 vedova, si consacrò maggiormente a una vita
di devozione, nella quale era diretta dal vescovo Jean-
Pierre Camus, il grande discepolo di s. Francesco di Sales
(nel 1619, in una penosa prova spirituale, era stata gui-
data dal vescovo di Ginevra): dal Camus, fin dal 1624,
fu messa in relazione con s. PALAI (v.), delle
cui opere di carità divenne ben presto una delle princi-
pali collaboratrici. Dal 1633, anzi, incominciò ad ospitare
nella propria casa alcune giovani, come lei occupate al
buon andamento di quelle molteplici iniziative; il sodalizio,
contraddistinto da un dimesso abito grigio che gli fruttò
la denominazione popolare di «sœurs grises», ottenne nel
1646 il riconoscimento vescovile come Confraternita delle
«figlie della Carità», ed ebbe i suoi definitivi statuti nel
1635, acquistando ben presto ampia diffusione. La fonda-
trice, rimasta sempre a capo della casa di Parigi, continuò
ad impegnarsi con la più grande abnegazione nelle cure
ospitaliere fino alla morte. Fu beatificata da Benedetto XV
il 9 maggio 1920; canonizzata da Pio XI l'11 marzo 1934.
Festa il 15 marzo.