consacrò la basilica, dovuta all'opera di un «Donatus architectus», come si legge nel Necrologium Lundense. L'edificio ricorda le cattedrali di Magonza e di Spira ma tradisce l'ispirazione lombarda specie nell'ornamentazione e nell'armonia delle sue proporzioni. In alcune colonne della cripta sono rappresentati Dalila che taglia i capelli a Sansone e Sansone che fa crollare il tempio. In un grande sarcofago è deposto l'ultimo arcivescovo di L., B. Gunarsson (1521). La Basilica superiore presenta all'esterno le due torri del sec. XII e nell'interno le grandi vòlte furono ricostruite dopo l'incendio del 1234. Gli stalli sono della seconda metà del sec. XIV, come la cattedra episcopale, mentre alla fine del XIII sec. appartiene la colonna con la statua di s. Lorenzo. La Cattedrale venne restaurata dall'architetto A. Van Düren nel 1833.
L. divenne sempre più fiorente e la sede arcivescovile si fece un centro assai importante. Fra i suoi presuli vanno ricordati Eskil (1127-77), Absalon (1177-1201), Andre Si-meson (1201-22), Jacob Erdanson e Jens Grand. Con il protestantesimo L. decadde. Cominciò a rifiorire dal 1668, quando divenne sede di un'importante università in cui ha preso un grande sviluppo la Facoltà di medicina e una ricchissima biblioteca. In L. fissò la sua residenza il re Carlo XII (1715-18).
LUNETTA. - Architettonicamente s'intende per l. lo spazio risultante dall'incontro di una vòlta con una superficie piana; quindi in un vano coperto da vòlta a crociera, o a vela, o a botte lunettata, l. sono gli spazi fra peduccio e peduccio. A seconda dell'arco che la genera la l. può essere a tutto sesto, o a sesto acuto, o ribassato.
Già nei primi tempi cristiani è frequentissima la decorazione pittorica delle l., a fresco (cubicoli delle catacombe), a musicao (mausoleo di Galla Placidia e S. Vitale di Ravenna), a tarsia (battistero degli Ortodossi, pure a Ravenna). La decorazione delle l. negli atri e soprattutto nei chiostri si prestava a rappresentazioni cicliche; ne restano esempi famosi dal Quattrocento in poi (chiostro verde di S. Maria Novella a Firenze, di Paolo Uccello; chiostrino dei Voti dell'Annunziata di A. Baldovinetti, A. del Sarto, Franciabigio, Pontormo e Rosso; chiostro della certosa di Val d'Ema, del Pontormo, ecc.); per lo più sono rappresentati episodi della vita di santi dell'Ordine, cui appartiene la chiesa (chiostro di Monteoliveto presso Siena, con Storie di s. Benedetto, del Signorelli e del Sodoma; chiostro di S. Marco a Firenze, con Storie di s. Antonino, del Poccetti).
Il nome di l. viene dato anche allo spazio sovrastante la porta, fra l'arco e l'architrave, e quindi alla formella scolpita che spesso ne forma la decorazione, e in genere a qualsiasi formella scolpita semicircolare. L. di portali e bassorilievo si trovano in epoca romanica (sec. XIII; S. Zeno di Verona, S. Clemente a Casuria; sec. XIII; pieve di Arezzo, battistero di Parma, duomo di Lucca, ecc.) e ancora più frequentemente nel Trecento (duomo di Lucca, Deposizione attribuita a Nicola Pisano; S. Martino di Pisa, attribuita ad Andrea da Pontedera). Fra gli innumerevoli esempi del Rinascimento si ricorda l'innovazione coloristica portata da Luca della Robbia con le sue l. di terracotta invetriata, bianca e policroma.
Infine si chiama l. anche il coronamento semicircolare delle pale d'altare in uso nella seconda metà del Quattrocento soprattutto nell'Italia settentrionale e raffiguranti quasi sempre la Pietà (Cosme Turan, Louvre; Crivelli, Brera e Pinacoteca Vaticana; Lotto, S. Cristina presso Treviso, ecc.). Emma Zocca