LANDI, GASPARE. - Pittore, n. a Piacenza il 6 genn. 1756, m. ivi il 24 febbr. 1830. Abbandonato giovinetto dal padre, fu accolto nel convento di S. Maria in Campagna, nella cui sagrestia restano alcuni ovati con ritratti di frati in aspetto di santi, prime sue opere note, già rivelanti la sua efficacia di ritrattista.
Passato a Roma, nel 1781, fu prima alla scuola del Batoni, poi a quella del Corvi, diventando uno degli esponenti del movimento neoclassico ed ottenne largo successo dipingendo, secondo la moda del tempo, lele di soggetto mitologico o desunto dalla storia greco-romana. Numerosi sono anche i suoi dipinti di soggetto sacro, fra cui le due grandi composizioni con La Deposizione della Vergine nel Sepolcro, e Gli Apostoli che trovano il Sepolcro vuoto, nel duomo di Piacenza (1804), e quella con l'Andata al Calvaio in S. Giovanni in Canale, pure a Piacenza (altre tele in S. Lorenzo di Piacenza, nella Cappella Colleoni a Bergamo, in S. Francesco di Paola a Napoli, ecc.). L'educazione settecentesca e la serietà e il gusto di fine coloritore, se anche un poco lezioso, non lo salvano sempre dalla pedanteria accademica; il suo nome è oggi soprattutto legato alla sua attività di onesto e preciso ritrattista, il più acuto e fine fra gli accademici contemporanei. Fra i più noti è il ritratto di Antonio Canova (Roma, Galleria Borghese), cui fu legato di amicizia e cui successe, nel 1817, nella presidenza dell'Accademia di S. Luca.
BML: L. Ambiveri, Gli artisti piacentini, Piacenza 1879, p. 166 sg.; M. Rigillo, Un pittore neoclassico dell'800, G. L., in Aurea Parma, 16 (1932), p. 65 sg. Emma Zocca