LANDI, STEFANO. - Musicista, n. a Roma ca. il 1590, m. ivi ca. il 1655. Nel 1619 divenne maestro di cappella di Marco Cornaro, vescovo di Padova, poi alla Madonna dei Monti in Roma; il 29 nov. 1629 fu nominato cantore nella Cappella Giulia e dal 1632 chierico beneficiato in S. Pietro. Allievo dei due Nanini, fu uno dei più celebrati contrappuntisti del suo tempo, e, pur conservando nelle sue composizioni la profonda severità dello stile polifonico, accolse le novità dello stile rappresentativo e anzi fece compiere notevoli progressi alla tecnica della composizione, soprattutto nel dramma sacro.
Comprese: Madrigali a 4 e 5 voci (Venezia 1619; Roma 1625); La morte d'Orfeo, tragicommedia pastorale di Alessandro Matthei (Venezia 1619; Roma 1639); Arie da 1 a 2 voci (ivi 1620-38); Salmi a 4 voci (ivi 1624); Poesie diverse in musica (ivi 1628); Missa in benedictione nuptiarum sex vocum (ivi 1628); Il dramma sacro S. Alessio, su libretto del card. G. Rospigliosi, poi papa Clemente IX (ivi 1632); Messe a cappella a 4 e 5 voci (ivi 1639); e varia musica in raccolte del tempo. Il S. Alessio, con il quale s'inaugurò il 12 febbr. 1632 il teatro di Palazzo Barberini, può essere considerato un vero dramma sacro anticipatore, della famosa opera romana.
Il L. collaborò anche alla nuova edizione (Anversa 1644) degli inni del Palestrina, per incarico di Urbano VIII.
BML: H. Goldschmidt, Studien zur Geschichte der italienischen Oper in 17. Jahrhundert, Lipsia 1901, pp. 202 sg.; 252 sg.; G. Canevazzi, Di tre melodrammi del sec. XVII, Modena 1904; H. Riemann, Handbuch der Musikgeschichte, II, 11, Berlin 1911, pp. 46, 91, 255, 270; G. Pavan, Un dramma musicale a Roma nel 1634: il S. Alessio di S. L., in Musica d'oggi, 3 (1921), p. 250.