Già sacerdote, fu accettato da s. Ignazio nel 1540, ma la sua salute delicatissima lo fece rimandare in patria, dove si diede tutto alle missioni in mezzo al popolo. Richiamato dal Santo e applicato nello stesso ministero, percorse città e campagne: visitò 130 posti nel Modenese, più di 150 nella Lunigiana, tutta la diocesi di Spoleto, il Ferrara, il Reggiano e gran parte della Toscana e tutta la Garfagnana con frutto straordinario. Destinato da Giulio III, dietro richiesta dei genovesi «signori dell'ufficio di S. Giorgio» vi fu inviato (1552) come visitatore e commissario apostolico per restaurare la religione e il vivere civile in Corsica (da 70 anni non vi si era più visto alcun vescovo). Il lavoro straordinario ivi compiuto, anche in mezzo a persecuzioni, pericoli e denunzie calunniose a Roma, non lo distolsero dal suo apostolato di pace tra le famiglie e i vari paesi, di estirpazione dell'eresia infiltratasi, della riforma del clero, finché fu prostrato dal clima, dalla stanchezza e dalla malattia.
BML: D. Bartoli, Dell'istoria d. C. d. G. L'Italia, I, Torino 1825, I. III, capp. 3-114; id., Degli uomini e dei fatti d. C. d. G. (postumo), ivi 1847, pp. 106-217; Pastor, V. p. 409; L. Fuccacia, P. S. L., apostolo della Corsica (1503-54), Vicenza 1942. Celestino Testore