MANDORLA

MANDORLA. - PARTICOLARE TIPO DI NIMBO DI FORMA ELLISSOLIDE CHE CIRCONDA LA FIGURA, ISOLANDOLA DALLE ALTRE, E CONFERENDO LE QUINDI UN CARATTERE DI PIÙ ALTA DIGNITÀ.

L'esempio più antico - isolato anche iconografico - mente - si trova nel museico con Abramo e i tre angeli nel ciclo biblico della navata di S. Maria Maggiore (v sec.), a indicare la maggior santità dell'angelo centrale in cui è adombrata la figura di Cristo. Nel palietto di S. Martino a Cividale (VIII sec.) il Cristo in gloria è portato dagli angeli entro una ghirlanda; nel museico sopra l'abside dei SS. Nereo e Achilleo, e in quello di S. Maria in Domnica il Cristo domina isolato fra gli Apostoli (entrambi del IX sec.). Il

tipico iconografico del Cristo entro una m. fra i simboli degli Evangelisti, che si definisce in miniature del IX sec. (Evangelario di Lotario nella Bibl. naz. di Parigi), avrà particolare diffusione in età romana e gotica, non solo nelle rilegature e nelle miniature dei Vangeli, ma anche nelle sculture dei portali (portale dei re di Chartres, XII sec.), in stoffe, in palotti (palotti d'argento di città di Castello e della cattedrale di Komburg in Germania, del XII sec.; palotti scolpiti in legno o dipinti del Museo di Barcellona), in affreschi (oratorio di Mocchiolo, ora a Brera, XIV sec.), nelle paci (pace del comune di Siena, XIII sec.). A questo tipo si collega quello, assai meno frequente, del Cristo fra i simboli della Terra e dell'Oceano, che si trova in una miniatura di un Sacramento della Bibl. naz. di Parigi e nella rilegatura e, durante l'Evangelario scolpita dal monaco Tuotila della abbazia di S. Gallo, entrambi del IX sec. Altre figurazioni in cui è usata la m. sono quelle dell'Apocalisse (affresco di S. Pietro di Civate, XII sec.); quella dell'Ascensione, che si trova oltre che in miniature e in avori anche in bassorilievi di portali (portale settentrionale di S. Stefano di Cabors, fine del XII sec.); della Dormitio Virginis (museo del Cavallini in S. Maria in Trastevere); della S.ma Trinità (miniatura degli Statuti de l'Ordre du St Esprit nella Bibl. naz. di Parigi, sec. XIV); è invece rara quella della discesa al Limbo, perché questo attributo si conviene a rappresentazioni di ieratica maestà e non a scene di movimento: l'affresco della chiesa inferiore di S. Clemente (X sec.) ha infatti un esempio eccezionale di m. inclinata a seguire il moto della figura. Molto frequente-

mente è rappresentato entro m., dal XII al XIV sec., anche il Cristo del giudizio finale, nelle sculture di portali e di facciate di chiese (Ste Foy di Conques, S. Lazzaro di Autun, del XII sec.; duomo di Ferrara, XIII sec.; duomo di Orvieto, XIV sec.), in musica (duomo di Torcello), e in affreschi fra cui è da ricordare particolarmente quello del camposanto di Pisa perché vi sono rappresentati in due m. distinte il Cristo giudice e la Vergine intercedente.

La m. diviene frequente attributo della Vergine nel XIV sec., non solo nella scena dell'Assunzione, ripetuta in miniatura, in dipinti, in bassorilievi (Notre-Dame di Parigi; tabernacolo dell'Orcagna in Orsanmichele), ma anche in altre figurazioni: dalla m. che circonda la Vergine in atto di dare il cinto a s. Tommaso prende nome la bella porta sul fianco di S. Maria del Fiore.

Nel '400 la m. talvolta non è delineata, ma indicata da ghirlande d'angeli (Incoronazione della Vergina di Leonardo da Beozzo in S. Giovanni a Carbonara a Napoli; Assunta di Masolino nel Museo di Napoli). Alla fine del secolo è ancora usata dai pittori dell'Italia centrale, particolarmente dal Francia, dal Perugino, e in genere è tutta la scuola umbra; nel '500 la si trova nella scomparsa della S. Nicola di Tolentino e nello stendardo di Città di Castello del giovane Raffaello.

Oltre gli esempi citati, che si riferiscono tutti a rappresentazioni del Cristo, dell'Eterno, della Vergine, son da ricordare rare figurazioni, di iconografia del tutto eccezionale, in cui la m. è attribuito di santi e di profeti: le miniature con gli Evangelisti negli Evangelii del duomo di Bamberg, del X sec. (Biblioteca di Monaco); la miniatura con Abramo che riceve le anime portate dagli angeli, nel Kaledarium necrologicum di Ratisbona, del XII sec. (Archivi di Monaco); il paliotto del XII sec. del Museo di Barcellona, in cui entro m. è raffigurata s. Giulitta con il piccolo. Quirico in braccio; il cofanetto del Museo di Limoges, che reca nella fronte, entro tre m. uguali, la Vergine, il Redentore e s. Pietro.

BIBL: K. Künstle, *Ikonographie der christlichen Kunst*, I. Friburgo in Br. 1928, p. 28.