MANEGOLDO di LAUTENBACH (Manegoldus, Manegoldus, Monigoldus, Maingundus DE LUTENBACH, LIUTENBACH, LIUTENBACH). - Teologo e giurista agostiniano, n. probabilmente verso la metà del sec. XI. Decano dal 1086 del convento di Raitenbach, nel 1090 fondò un convento a Marbach. Partecipò alla lotta contro Enrico IV parteggiando per Gregorio VII, onde fu chiamato Hildebrandinus. Imprigionato dall'Imperatore nel 1098, venne rilasciato prima del 1103, anno in cui si ritrova ancora a Marbach.
Delle sue opere furono pubblicate: il Liber ad Gebehardum e l'Opusculum contra Wolfelmum. Entrambe trattano il problema giuridico-politico dei rapporti tra Papato e Impero e dell'autorità dello Stato. M. sostiene che il potere deriva da Dio: quello papale direttamente, per cui nessuno ha autorità maggiore del pontefice; quello civile, invece, pur esso di origine divina, è conferito al sovrano, come officium, dal popolo, che elegge il sovrano stesso. Il potere civile è da M. così sintetizzato: «Neque eum (regem) populus super se exaltat, ut liberam in se exercendae tyrannidis facultatem concedat, sed ut a tyrannide ceterorum et improbitate defendat». Il pontefice ha il compito di convalidare l'elezione del sovrano e denunciarne eventuali infrazioni ai suoi doveri; ma soltanto il popolo potrà cacciare il sovrano venuto meno ai patti. Nell'Opusculum contra Wolfelmum, M. si propone anzitutto di studiare il rapporto tra ragione e fede. Egli, come già Pier Damiani, attribuisce alla filosofia una funzione di vassalla della teologia, nei cui riguardi essa è «tamquam superflua quaedam immensitas». Vi tratta brevemente di psicologia, di cosmologia e di teologia.
BIBL: Il Liber ad Gebehardum e alcuni passi dell'Opusculum sono editi da K. Francke in MGH, Lib. de lite, I, pp. 308-430; il Manitius elenca i testi inediti in Neues Archiv, 32 (1907).
pp. 692; V. anche: Hist. littér. de la France, IX, Parigi 1750, pp. 280-90; N. Paulus, Etudes nouvelles sur M. de L., in Rev. cath. d'Alsace, nuova serie, 5 (1886), pp. 209-20, 279-89, 337-345; I. A. Endres, M. von L., «Modernorum magister magistrorum», in Hist. Jahrb., 25 (1904), pp. 168-78; M. T. Stead, M. of L., in Engl. histor. rev., 29 (1914), pp. 1-15. Altre informazioni in Überweg, II, p. 697; Manitius, III, p. 27; 175-80. Enzo Maccagnolo