Enciclopedia Cattolica vol. XII, 1954 Arte Artisti

TURA, COSIMO, DETTO COSMÉ

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Noto anche come: Il Cosmè

TURA, COSIMO, detto COSMÉ. - Pittore, n. a Guarda Ferrarese verso il 1430 e m. a Ferrara nell'apr. 1495.

Dall'esame delle sue opere giovanili, come la preziosa tavoletta della Madonna col Bambino (raccolta Harold J. Pratt di Nuova York), con vistosi motivi ornamentali sul fondo verde di un aranceto, si desume il suo spontaneo assorbimento dei valori insiti nel tardo gotico fiorito.

Ma già in quell'epoca la figura della Vergine, con l'espressionismo delle lunghissime dita congiunte e la malinconia del volto, preannunzia il peculiare mondo affettivo e poetico del pittore. Più tardi egli rinsalda le sue capacità formali sugli esempi di Pier della Francesca, operante a Ferrara verso il 1450, mentre assume splendori di rapporti cromatici dal fiammingo Ruggero Van der Weyden, anch'egli al servizio di Lionello d'Este. Sotto i successori, Borso ed Ercole I, il T. svolse una quasi ininterrotta e febbrile attività, impiegato alla corte in ogni sorta di lavori, anche di puro artigianato, dal ciclo di tavole allegoriche decorante la delizia di Belfiore, ai finimenti da cavallo e ai disegni per argenterie da tavola. Sembra che dipingesse tavole con soggetti umanistici anche nella biblioteca dei principi Pico, a Mirandola.

Ma insieme con quelle andarono distrutte numerose e importanti opere ferraresi di lui.

Malgrado le disparate influenze stilistiche, il caposcuola padano assume nella storia della pittura quattrocentesca un rilievo tutto particolare, per le spesso congiunte e coerenti virtù di plastica imponenza, forbitissima esaltazione lineare, autonomia di accenti cromatici, ora smaltati e araldicamente vivaci, ora lividi e mesti, ma sempre in funzione espressiva, dal più adorno estetismo alla più straziante passionalità popolare. Oltremodo caratteristici del T. sono i contorni rotondeggianti e le aspre movenze dei panneggi con lumeggiature o aloni irrazionali, che hanno lo scopo di far emergere i profili dei corpi ogni qualvolta si trovano accostate tonalità similari (procedimento analogo a quello degli incisori e particolarmente degli xilografi) e con il risultato di conferire alle figure effetti di sbalzo e di monocromato su lamina metallica. Fra i capolavori di questo suggestivo maestro, che trasmise parte dei suoi inconfondibili requisiti ai migliori rappresentanti della scuola ferrarese fin verso la metà del Cinquecento, si annoverano: i quattro pannelli con l'Annunciata e il S. Giorgio (ante di un organo demolito) nel Museo del Duomo a Ferrara; due piccoli tondi, con episodi della vita di s. Maurelio, nella Pinacoteca di quella città; le tavole superstiti dello smembrato altare Roverella, già in S. Giorgio suburbano, e cioè La Madonna in trono, nella Galleria naz. di Londra, il lunettone della Pietà al Louvre, lo sportello con i SS. Paolo e Maurelio e un monaco olivetano orante, nella Galleria Colonna a Roma, il frammento con la testa di S. Giorgio, nella Galleria di S. Diego in California; le tavole del politico della chiesa suburbana di S. Luca, disperse fra l'Accademia Carrara di Bergamo (Madonna in trono), la Galleria degli Uffizi (S. Domenico), il Friedrich Museum di Berlino (S. Sebastiano e s. Cristoforo), il Museo del Louvre (S. Antonio di Padova); l'allegoria della Primavera e il S. Girolamo penitente nella Galleria nazionale di Londra; la Madonna col Cristo morto nel Museo Correr di Venezia; il Cristo morto sorretto dagli angeli del Museo di Vienna; il S. Nicola da Bari del Museo di Nantes; il B. Giacomo della Marca nella Galleria di Modena, ultima opera nota del maestro. - Vedi tav. LX.

In alto: LA PIETÀ. Cimasa della Pala Roverella (ca. 1474) già in S. Giorgio a Ferrara - Parigi, Museo del Louvre. In basso: CATTURA E MARTIRIO DI S. MAURELIO - Ferrara, Pinacoteca.
Tav. LX In alto: LA PIETÀ. Cimasa della Pala Roverella (ca. 1474) già in S. Giorgio a Ferrara - Parigi, Museo del Louvre. In basso: CATTURA E MARTIRIO DI S. MAURELIO - Ferrara, Pinacoteca.(fot. Minari)
Bibliografia13 opere
BIBL.: L. N. Cittadella, Ricordi e documenti intorno alla vita di C. T., Ferrara 1866; Venturi, VII, III, pp. 506-58; id., Studi dal vero, Milano 1927, p. 156; G. Gruyer, L'Art ferrarais à l'époque des princes d'Este, II, Parigi 1897, pp. 56-84; C. Ricci, Tavole sparse di un politico di C. T., in Rass. d'arte, ott. 1905, pp. 145-46; R. Longhi, Officina ferrarese, Roma 1934, pp. 33-40; id., Ampliamenti nell'officina ferrarese, Suppl. all'a. 4ª della Critica d'arte, Firenze 1940; F. Gombosi, s. v. in Thieme-Becker, XXXIII (1930), pp. 480-83; O. Hartzsch, C. T., in Pantheon (Monaco), luglio 1940, pp. 153-61; S. Ortolani, C. T., F. del Cossa, E. dei Roberti, Milano 1941, passim; H. Tietze, The St. George by C. T., in The Art Quarterly, 1944, fasc. 1, pp. 65-67; D. G. Sheperd, The lamentation. A tapestry antependium designed by C. T., in Bulletin of the Cleveland Museum of Art, febr. 1951, pp. 40-42; A. Neppi, C. T., Milano 1953.

Alberto Neppi

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Di Alberto Neppi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), coll. 614–615.

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Altre voci di Alberto Neppi: VAN DER WEYDEN, ROGER · VAN DYCK, ANTON · VECCHIETTA, LORENZO DI PIETRO, DETTO IL · VELÁZQUEZ, DIEGO RODRIGUEZ DE SILVA Y · TIARINI, ALESSANDRO

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Neppi, Alberto. “Tura, cosimo, detto cosmé.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XII, coll. 614–615. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954. https://azioneromana.com/it/article/tura-cosimo-detto-cosme.

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Neppi, Alberto. “Tura, cosimo, detto cosmé.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954, coll. 614–615. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/tura-cosimo-detto-cosme.

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