TURATI, FILIPPO

TURATI, FILIPPO. - Uomo politico, fondatore del Partito socialista italiano, n. a Canzo (Como) il 27 nov. 1857, m. esule a Parigi il 30 marzo 1932.

Esordi nel 1883 con alcuni opuscoli di carattere politico-sociale, e con Anna Kuliscieff, una nikkilista russa che aveva poi accettato le dottrine marxiste, collaborò alla rivista sociale Cuore e critica che nel 1891 cambiò il titolo in Critica sociale, e ne assunse la direzione. Nel 1892 fondò con Claudio Treves (v.), a Genova, il Partito socialista italiano, e nel 1896 fu eletto deputato in uno dei collegi di Milano. Processato e condannato per i moti del 1898 e scarcerato nel 1899 (di quell'epoca sono le Lettere alla madre, dal reclusorio di Pallanza: Nuova antologia, 81 [1926], pp. 105-20, 219-40), impresse al par-tito, in cui ebbe sempre un posto preminente, una tendenza riformista. Avversò la guerra di Libia (1911-12) e l'intervento dell'Italia nella prima guerra mondiale 1914-1915. Tuttavia a Reggio Emilia, al Congresso del partito, di fronte a Mussolini, allora focoso rivoluzionario, egli con Treves prese la direzione delle forze che divennero poi il partito riformista.

Nel dopoguerra non riuscì a mantenere il partito entro le linee del suo programma (cf. Rifare l'Italia, [del 1920], Roma 1944). Con una minoranza diede origine al Partito socialista unitario (Congresso di Roma, 1923), ed intinse di sentimentalismo, derivatogli dalla tradizione della democrazia lombarda, i principi marxistici, non decidendosi nel campo pratico né a una collaborazione con il governo liberale-democratico, né ad un'azione apertamente rivoluzionaria. Solo all'avvento del fascismo al potere, egli, con la minoranza, propose l'accettazione delle responsabilità di governo, in difesa delle libertà costituzionali. Ma era troppo tardi; ed egli fuggì esule a Parigi. Accanto alla sua attività giornalistica, sta la sua attività oratoria. Alcuni discorsi sono stati di nuovo editi dopo la caduta del fascismo, come i due in cui commemoriò Giacomo Matteotti (Milano 1945, Cremona 1945). Anche nelle sue idee religiose si ha un temperamento del materialismo marxista in un vago sentimentalismo religioso (cf. la prefazione al libro di M. Bakunin, Dio e lo Stato, Roma 1946).

BIBL.: R. Michelis, Storia critica del movimento socialista it., Firenze 1926; S. Mariotti, F. T., ivi 1946; I. Silone, Socialisti e repubblicani, in Mercurio, 3 (1946), pp. 15-20 (dal 1948 in poi); U. G. Mondolfo-E. Gonzales-P. Nenni, F. T. Discorsi, Milano 1947; A. Schiavi, F. T. attraverso le lettere ai corrispondenti, Bari 1947.