UNIFICAZIONE

UNIFICAZIONE. - Tendenza spontanea e ragionato proposito degli individui e della società, volti a equilibrare la crescente complessità e le crescenti dissipazioni che alla vita sociale particolarmente derivano dalla divisione e specializzazione del lavoro, ma anche dagli eccessi del libero arbitrio nella produzione e nello scambio.

È parallela alla tendenza generalizzatrice delle scienze teoriche e a quella standardizzante delle scienze applicate. Nella produzione l'u. si risolve nella determinazione di tipi merceologici e costruttivi, come pure in misure e sistemi di misura; negli scambi si manifesta attraverso l'u. delle consuetudini commerciali e delle clausole dei contratti. Risale al 1921 in Italia la costituzione di un Comitato per l'u. industriale e meccanica (UNIM), poi trasformata nell'UNI (u. nell'industria) e finalmente (1946) nell'Ente nazionale italiano d'u., organismo nazionale, federato con altri similari nell'ISO (International Standard Organization), con sede a Ginevra.

Realizzano u. contrattuali i cosiddetti servizi pubblici, il cui massimo esempio è l'Unione postale universale (v. UNIONI AMMINISTRATIVE); e sono soggetti a processi unificatori il diritto (internazionale, commerciale, marittimo e privato; la difesa della proprietà intellettuale, ecc.), la politica economica e sociale (elenchi e tariffe doganali, provvidenze e assistenze, contratti di lavoro, mercati, monete, armamenti ecc.). Scopo generale di tutte le u. è una maggior semplicità e correttezza della vita economica, e, di riflesso, sociale, attraverso la concentrazione dei servizi e il maggior rendimento del lavoro burocratico e di scambio.

BIBL.: sources
per queste ultime forme di unione, v. PROPRIETÀ IMMATERIALE; UNIONI AMMINISTRATIVE e le trattaz. gen. di diritto internazionale.
Mario Baronci

« UNIGENITUS », BOLLA. - Sotto il titolo Unigenitus Dei filius fu pubblicata da Clemente XI, l'8 sett. 1713, la bolla di condanna di 101 proposizioni estratte dal libro Réflexions morales di Quesnel (v.).

La redazione definitiva sembra opera del card. Agostino Fabroni, ma l'elaborazione richiese tre anni di assidue consultazioni tra i più valenti maestri delle diverse scuole teologiche e la revisione personale di Clemente XI, che si dice dedicasse tre e fin quattro ore di studio a ciascuna delle proposizioni. La bolla U., per le difficoltà che sollevò in Francia, per l'influenza che ebbe in tutta la storia della Chiesa fino al sec. XVIII e soprattutto per la dottrina complessa e le polemiche gianseniste che definisce, si può considerare decisiva nella formulazione dell'eresia giansenista in tutti i suoi aspetti. La bolla Auctorem

« UNIGENITUS » - UNIONE CATT. INTERN. DI SERVIZIO SOCIALE

Fidei del 28 ag. 1794 non fece che riprendere, precisandole in relazione alle nuove polemiche, le proposizioni prescritte dalla bolla U. Per evitare sotterfugi d'interpretazione a una sola condanna in globo, si preferì condannare gli errori distinti in proposizioni e filtrati sotto aspetti diversi, quando il tema lo richiedeva. Dall'uso del magistero ecclesiastico manifestato in concili, costituzioni, decreti, bolle, si trassero parole e termini dottrinali nella qualificazione degli errori, e al tempo stesso le formole e i diversi modi fraseologici, detti note teologiche, per condannare con varie sfumature e gradazioni rispettivamente le 101 proposizioni. Nel timore che anche questa condanna espressa e particolare potesse dar adito ad evasioni o giustificazioni da parte dei giansenisti, la bolla osserva nella conclusione che l'esame del libro di Quesnel ha rilevato pure molte proposizioni simili e affini a quelle condannate, altre le quali favoriscono la disobbedienza e la ribellione, e insieme non poche alterazioni del testo del Nuovo Testamento: perciò tutto il libro veniva condannato. Gli errori scelti e sistemati con ordine, in modo che si completano reciprocamente, vengono pertanto condannati in globo e con venti censure ognuna delle quali spetta almeno a una delle 101 proposizioni, e precisamente contro le dottrine di Baio e di Giansenio sulla Grazia, le teorie di Richter intorno alla Chiesa e quelle dei portorelisti e dei gallicani. Possono considerarsi perciò definitivamente condannati la predestinazione fatale di Giansenio, il rigorismo di Saint-Cyran e il gallicanismo (Denz-U, 1351-1452). Quattro prelati s'appellerono contro la bolla: La Broue di Mirepoix, Colbert di Montpellier, Langle di Boulogne, Soanen di Senez; questo gesto suscitò un'epidemia di appelli, nei quali il giansenismo si mescolò con il richterismo, affermandosi non solamente ai vescovi il diritto di appellare ma anche a tutti gli ecclesiastici. L'appello era ritenuto non solo diritto ma dovere. Ne derivò una confusione dovunque; a un vescovo che non accettava si opponevano curati che accettavano, a un vescovo accettante curati appellanti, onde il maresciallo di Huxelles dichiarò, ridendo, che per ristabilire l'ordine era necessario inviare i popoli di Reims a Montpellier e quelli di Montpellier a Reims. Soanen fu giudicato dal Concilio di Embrun per opera di Fleury, ma in seno ai parlamenti come in mezzo ai giansenisti ormai fermentava un principio di insubordinazione e di sovranità popolare, un democraticismo cioè politico o clericale contro il Pontefice e contro l'autorità regia. Il giansenismo diveniva così mezzo e occasione piuttosto che fine, declinando il quesnelismo dai principi dottrinali e morali in aspetti laicamente pratici e procedurali e in polemica politica e gallicana. L'alleanza del clero giansenista e del Parlamento contro il Papato e il Re provocarono infatti una crisi di autorità che preannunzia la Rivoluzione Francese. Nella seconda metà del sec. XVIII il giansenismo non fu che una forma religiosamente esasperata di gallicanismo. La bolla U. è dunque nel clima storico nel quale venne pubblicata non solo un documento in difesa del deposito tradizionale della fede cattolica e di chiarificazione dei dati rivelati, ma ancora una testimonianza della Chiesa in favore della stessa società civile, che quegli errori minavano alla radice.

BIBL.: sources
M. Lafiteau, Hist. de la constitution U., Avignone 1766; Pastor, XV, p. 163 agg.; J. Carreyre, s. v. in DThC, XV (1920), coll. 2061-2162 (templa trattazione con ricca bibl.); manoscritti inediti nella Bibliot. Fabroniana di Pistoia (lettere, istruzioni, memorie e lettere del nunzio di Parigi alla Segret, di Stato di Clemente XI). Benvenuto Matteucci

Informazioni sulla voce

Di Mario Baronci, Benvenuto Matteucci

Fonte Mario Baronci: firma a stampa; Benvenuto Matteucci: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), coll. 791–794.

Pagina 504
vol. 12, coll. 791–792
Pagina 505
vol. 12, coll. 793–794

Scansioni: Internet Archive.

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Baronci, Mario, and Benvenuto Matteucci. “Unificazione.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XII, coll. 791–794. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954. https://azioneromana.com/it/article/unificazione.

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Baronci, Mario, and Benvenuto Matteucci. “Unificazione.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954, coll. 791–794. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/unificazione.

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